Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 29 giugno 2026
In sintesi
Le nuove disposizioni sull’iperammortamento 2026 portano novità rilevanti per le PMI manifatturiere: la finestra di investimento si estende al 30 settembre 2028, i software as a service diventano ammissibili e le aliquote rimangono interessanti. Ma restano alcune incertezze applicative che richiedono attenzione.
I fatti
Il quadro normativo degli incentivi per la digitalizzazione industriale in Italia ha vissuto un 2025 complicato, tra proroghe, modifiche e incertezze applicative. La bozza delle nuove disposizioni per il 2026 introduce alcuni elementi di chiarezza e alcune novità significative per le PMI manifatturiere.
La principale novità è l’estensione della finestra temporale: gli investimenti agevolati devono essere completati (con consegna dei beni) entro il 30 settembre 2028, dando alle aziende un orizzonte di pianificazione più lungo e la possibilità di distribuire gli investimenti in modo più razionale. Questa proroga è particolarmente utile per i progetti complessi che richiedono personalizzazioni e tempi di implementazione estesi.
Sul fronte delle aliquote, l’iperammortamento sui costi di acquisizione di macchinari e software 4.0 e 5.0 va dal 50% al 180% in base all’intensità dell’investimento. Le aliquote più alte si applicano agli investimenti che combinano digitalizzazione ed efficienza energetica (Piano Transizione 5.0).
Una novità attesa è l’ammissibilità del software as a service (SaaS): molte PMI adottano oggi soluzioni cloud in abbonamento, finora escluse dagli incentivi. Il riconoscimento di questa categoria amplia significativamente la platea di investimenti agevolabili.
Altra novità rilevante: il recupero degli ordini effettuati nel 2025 ma non ancora consegnati, che potranno rientrare nell’iperammortamento 2026. E per la prima volta, la bozza include agevolazioni specifiche per investimenti in cybersecurity e intelligenza artificiale.
Sul lato critico, Confindustria e CNEL hanno segnalato che il taglio dell’agevolazione sul cloud (rispetto alla versione originale del Piano Industria 4.0) penalizza le PMI e frena la digitalizzazione del Paese. Anitec-Assinform ha espresso preoccupazione per il rischio di rallentamento degli investimenti IT nelle piccole imprese.
Fonte: Industria Italiana, “Iperammortamento 2026: nuove aliquote e vecchie incertezze”, giugno 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda che sta valutando investimenti in macchinari a controllo numerico, sistemi MES, software gestionale o soluzioni di qualità visiva, l’iperammortamento 2026 offre ancora un vantaggio fiscale molto rilevante. La chiave è pianificare l’investimento con il supporto di un consulente specializzato, che possa verificare la corretta classificazione dei beni e massimizzare il beneficio cumulando — dove possibile — le diverse misure (4.0, 5.0, credito formazione).
Conclusioni
Gli incentivi ci sono e sono significativi: ridurre la tassazione su un investimento che già ha senso strategico è un vantaggio concreto. L’errore da evitare è fare l’investimento solo per l’incentivo: la tecnologia deve portare valore operativo prima ancora che fiscale.
Redazione Industria Lombarda News