Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 5 luglio 2026
In sintesi
Presentato il 2 luglio 2026 a Roma, il XIX Rapporto Export SACE “RE-Agire” stima una crescita dell’export italiano del 2% nel 2026, con accelerazione al 2,5% nel 2027 e al 2,8% nel 2028. L’obiettivo dei 700 miliardi è a portata di mano, sostenuto da diversificazione geografica e sostegno al Made in Italy.
I fatti
Nonostante i timori legati ai dazi internazionali e alle tensioni geopolitiche, il Rapporto Export SACE 2026 — intitolato “RE-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale” — smentisce le previsioni più pessimistiche. L’export italiano di beni in valore crescerà del 2% nel 2026, per poi accelerare al 2,5% nel 2027 (raggiungendo 675 miliardi) e al 2,8% nel 2028 (superando i 690 miliardi).
Il punto di partenza è già straordinario: nel 2025 l’export italiano aveva toccato il record di 643 miliardi di euro, segnando una crescita del +3,3% e un surplus commerciale di 50,7 miliardi, posizionando l’Italia come quarto Paese esportatore al mondo — dietro solo a Cina, USA e Germania, ma davanti a Giappone e Corea del Sud.
Per il percorso verso i 700 miliardi, SACE individua 16 Paesi strategici su cui concentrare gli sforzi: Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Messico, Corea del Sud, Brasile, India, Singapore, Marocco, Egitto, Thailandia, Malaysia, Vietnam, Kazakistan e Filippine. In questi mercati l’export italiano è atteso in crescita media del 4,4% nel biennio 2027-2028, per un valore complessivo di 92 miliardi di euro.
L’Asia-Pacifico si conferma l’area più dinamica, con 60,3 miliardi di export nel 2025 e una crescita attesa del 3,5% nel 2026. I settori trainanti restano meccanica avanzata, farmaceutica, aerospazio, tecnologie per la transizione energetica e digitale — tutti settori in cui la manifattura lombarda è fortemente rappresentata.
Fonte: SACE, “RE-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale”, XIX Rapporto Export, 2 luglio 2026; Linkiesta.it; Affaritaliani.it.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda, il messaggio del Rapporto SACE è duplice. Da un lato, la conferma che l’export italiano regge e anzi cresce anche in un contesto difficile. Dall’altro, l’indicazione precisa di dove si trovano le opportunità di crescita: non nei mercati tradizionali europei già presidiati, ma nei 16 mercati emergenti e dinamici identificati da SACE. Per chi esporta già, è il momento di ragionare sulla diversificazione geografica. Per chi non esporta ancora, il gap con i competitor che lo fanno si allarga ogni anno.
Conclusioni
Il Rapporto SACE offre una bussola concreta: i 16 mercati strategici sono un punto di partenza per qualsiasi imprenditore voglia crescere oltre i confini europei. Il primo passo è capire quali di quei mercati hanno già una domanda per i propri prodotti — e SACE offre strumenti di supporto gratuiti per farlo.
Redazione Industria Lombarda News