Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 16 giugno 2026
In sintesi
Le statistiche sono impietose: solo il 30% delle PMI familiari italiane sopravvive al primo passaggio generazionale. Non è quasi mai una questione di risorse economiche, ma di governance, comunicazione e preparazione del successore.
I fatti
Le imprese familiari italiane rappresentano il 90% del tessuto produttivo nazionale, ma la loro fragilità davanti ai cambi generazionali è un dato strutturale ormai documentato da anni di ricerche. Secondo le analisi de Il Sole 24 Ore e i dati del Family Business Monitor, solo il 30% delle aziende a conduzione familiare supera la prima transizione generazionale, con percentuali che scendono ulteriormente al secondo e terzo passaggio.
Le cause più frequenti del fallimento non sono finanziarie: il 60% dei casi di crisi post-transizione è riconducibile a mancanza di allineamento e fiducia all’interno del nucleo familiare. Un secondo fattore critico è la centralizzazione delle decisioni in capo al fondatore, che spesso continua a gestire l’azienda in modo accentrato anche ben oltre i 70 anni, senza costruire una struttura capace di funzionare in modo autonomo. Il terzo elemento è la mancanza di preparazione del successore: non basta essere figli del fondatore per essere pronti a guidare un’azienda manifatturiera con decine o centinaia di dipendenti. Serve un percorso strutturato che includa esperienze fuori dall’azienda di famiglia, formazione manageriale e un progressivo ampliamento delle responsabilità.
Fonte: Il Sole 24 Ore, “Il passaggio generazionale nelle PMI italiane: sfide e grandi opportunità”, 2025.
Cosa significa
Per un imprenditore lombardo che ha costruito la sua azienda in decenni di lavoro, la domanda non è se ci sarà un passaggio generazionale, ma come avverrà. Le aziende che lo pianificano con anticipo — definendo chi farà cosa, con quali poteri e in quale arco temporale — hanno probabilità di continuità enormemente più alte.
Conclusioni
Il primo passo concreto è avviare un confronto aperto in famiglia su chi guiderà l’azienda e in che tempi. Rimandare questa conversazione è la scelta più rischiosa che un fondatore possa fare.
Redazione Industria Lombarda News