Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 19 giugno 2026
In sintesi
La manifattura lombarda registra nel primo trimestre 2026 una crescita della produzione del 2,4% su base annua e del fatturato del 2,8%, ma la fiducia delle imprese si contrae a causa delle tensioni internazionali, dell’aumento dei costi energetici e della volatilità delle materie prime.
I fatti
I dati presentati da Confindustria Lombardia il 25 maggio 2026 fotografano un settore manifatturiero ancora in crescita ma con segnali di rallentamento. La produzione industriale lombarda è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% su base annua. Il fatturato ha segnato un +0,6% trimestrale e un +2,8% annuo, sostenuto soprattutto dalla ripresa della domanda interna, mentre gli ordini esteri sono rimasti sostanzialmente stabili.
Nonostante i numeri positivi, le previsioni delle imprese per i prossimi mesi mostrano un aumento dell’incertezza. Le materie prime registrano rincari del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente. Il prezzo dell’energia, pur in lieve discesa rispetto ai picchi del 2022-2023, rimane strutturalmente elevato e pesa sui margini delle aziende con processi energivori.
Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha definito il 2026 «difficile e pieno di incognite», citando le tensioni geopolitiche, la guerra commerciale sui dazi e la volatilità valutaria come fattori di rischio sistemico per l’industria regionale.
Le previsioni di Assolombarda indicano per la Lombardia una crescita del PIL dell’1,0% nel 2026, con un consolidamento progressivo nel corso dell’anno se le condizioni esterne non si deteriorano ulteriormente.
Fonte: Confindustria Lombardia, “Manifattura lombarda – 1° trimestre 2026”, maggio 2026; Assolombarda, Booklet Economia 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera B2B con 50-300 dipendenti in Lombardia, questo scenario impone una doppia attenzione: da un lato, i numeri del trimestre confermano che il mercato tiene; dall’altro, il calo della fiducia e l’aumento dei costi di input segnalano che i margini si stanno assottigliando. Le aziende che non hanno ancora avviato percorsi di efficientamento dei processi o di diversificazione dei mercati rischiano di trovarsi impreparate nella seconda metà dell’anno.
Conclusioni
Crescita sì, ma non a occhi chiusi. Il momento è propizio per rivedere la struttura dei costi e rafforzare la pipeline commerciale, invece di aspettare che il mercato si consolidi da solo.
Redazione Industria Lombarda News