Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 1 luglio 2026

In sintesi

I dati del primo trimestre 2026 mostrano un export lombardo a due velocità: Brescia cresce dello 0,7% con 5.123 milioni di euro esportati, mentre Bergamo registra una flessione del 6,4% con 4.930 milioni. La divergenza riflette differenze settoriali e di mercato di destinazione, con implicazioni pratiche per le PMI che vogliono strutturare o rafforzare la propria presenza internazionale.

I fatti

Nel primo trimestre 2026, l’export lombardo ha mostrato segnali contrastanti tra i principali poli manifatturieri della regione. Brescia ha totalizzato esportazioni per 5.123 milioni di euro, con un incremento dello 0,7% su base annua. La crescita è sostenuta principalmente dal recupero della domanda europea, in particolare dalla Germania, che rappresenta uno dei principali mercati di destinazione per la meccanica e la metallurgia bresciana. Contestualmente, la produzione industriale bresciana ha segnato nel trimestre un +3,5% rispetto ai primi tre mesi del 2025, confermando una dinamica più solida rispetto alla media regionale.

Bergamo, invece, registra una flessione dell’export del 6,4% su base annua, con esportazioni totali pari a 4.930 milioni di euro. Il calo coinvolge i settori storicamente trainanti del tessuto produttivo bergamasco, anche se si evidenziano segnali positivi nei comparti dei mezzi di trasporto e degli apparecchi elettrici. La divergenza tra i due territori riflette in buona parte le diverse composizioni settoriali: i segmenti più esposti a mercati extra-UE o a specifiche filiere in difficoltà hanno pesato maggiormente sul dato bergamasco.

A livello regionale, il contesto geopolitico rimane un fattore di incertezza rilevante. Le tensioni internazionali, i dazi e la variabilità dei mercati emergenti continuano a influenzare le dinamiche dell’export, spingendo le imprese a diversificare i mercati di sbocco.

Fonte: Bresciaoggi, “Modesta crescita dell’export bresciano: nel 1° trimestre 2026 +0,7%”. Gazzetta della Lombardia, “Industria, Bergamo e Brescia rallentano ma restano trainanti nel 2026”. Lombardia Economy, “Export lombardo, segnali contrastanti dai territori manifatturieri”.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera lombarda, questi dati ricordano che l’export non è un’unica traiettoria uniforme: i risultati dipendono dal settore, dal mercato di destinazione e dalla capacità dell’azienda di presidiare attivamente le relazioni commerciali internazionali. Chi esporta principalmente verso l’Europa continentale (Germania in testa) può aspettarsi una domanda in ripresa moderata. Chi è esposto verso mercati extra-UE deve costruire strategie di diversificazione più articolate. In entrambi i casi, affidarsi esclusivamente al passaparola o alla reputazione storica non è una strategia sufficiente in uno scenario così selettivo.

Conclusioni

L’export lombardo nel 2026 premia chi ha investito in strutture commerciali attive e reti internazionali consolidate. Per le aziende ancora dipendenti da canali passivi, i bandi regionali per l’internazionalizzazione offrono oggi un’opportunità concreta per iniziare a costruire una presenza estera strutturata.

Redazione Industria Lombarda News

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