Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 5 luglio 2026
In sintesi
Il 1° luglio 2026, la Cabina di Regia presieduta dal ministro Urso e dalla sottosegretaria Tripodi ha adottato formalmente il Piano di internazionalizzazione 2026. Il documento introduce nuove linee di supporto all’export, con un focus specifico sulle imprese manifatturiere ad alto valore aggiunto e sulla diversificazione geografica.
I fatti
La XIV sessione della Cabina di Regia per l’internazionalizzazione si è riunita il 1° luglio 2026 a Palazzo Piacentini a Roma, adottando formalmente il Piano di internazionalizzazione 2026. Il documento — elaborato congiuntamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e dal Ministero degli Affari Esteri — stabilisce le nuove linee strategiche per potenziare l’export, attrarre investimenti qualificati e garantire la sicurezza economica nazionale.
Il Piano individua due percorsi distinti. Il primo si concentra sul “nuovo Made in Italy”, che coinvolge i settori ad alto valore aggiunto in grado di ridefinire la competitività dell’Italia nel mondo: meccanica avanzata, farmaceutica, aerospazio, tecnologie per la transizione energetica e digitale. Il secondo percorso valorizza i cinque pilastri tradizionali dell’eccellenza italiana: abbigliamento e moda, agroalimentare, arredo, automotive e automazione.
Sul fronte degli strumenti, il Piano introduce aiuti specifici per le imprese “ad alto valore”, con un’attenzione particolare alle PMI che già esportano e vogliono scalare verso nuovi mercati. Le PMI italiane rappresentano già il 98% del totale delle aziende sui mercati internazionali, generando complessivamente circa 280 miliardi di euro di export. Il Piano punta ad aumentare questa quota attraverso una rete di supporto più capillare e incentivi più mirati.
Per le aziende lombarde, il Piano rappresenta un’opportunità concreta: la Lombardia conta oltre 30.000 imprese esportatrici, e molte di quelle manifatturiere tra i 50 e i 300 dipendenti non sfruttano ancora gli strumenti di supporto istituzionale disponibili (ICE, SACE, Simest).
Fonte: partitaiva.it, “Piano internazionalizzazione 2026, ok a rete di supporto: nuovi aiuti per le imprese ad alto valore”, luglio 2026; Linkiesta.it, luglio 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda nel settore meccanico, metalmeccanico o nell’automazione, il Piano di internazionalizzazione 2026 è un segnale politico chiaro: il governo considera queste aziende strategiche e vuole supportarne la crescita sui mercati esteri. Concretamente, questo si traduce in finanziamenti agevolati Simest, coperture assicurative SACE a condizioni migliorative, e accesso a reti commerciali nei mercati prioritari attraverso l’ICE.
Conclusioni
Il Piano è uno strumento, non una soluzione automatica. Le PMI che riusciranno a sfruttarlo sono quelle che hanno già strutturato una strategia commerciale internazionale chiara. Il primo passo è contattare lo sportello ICE più vicino o Assolombarda per capire quali misure sono già attivabili.
Redazione Industria Lombarda News