Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 9 luglio 2026
In sintesi
Quasi un’impresa familiare su cinque si troverà ad affrontare un cambio generazionale nei prossimi cinque anni. Le statistiche sono impietose: solo il 30% delle aziende sopravvive al fondatore, e appena il 13% raggiunge la terza generazione. Comprendere perché e come affrontare questa transizione è diventato uno degli imperativi strategici per le PMI manifatturiere lombarde.
I fatti
Il tema del passaggio generazionale è tornato al centro dell’agenda degli imprenditori lombardi con dati che lasciano poco spazio all’ottimismo di facciata. Secondo le analisi condivise da Assolombarda e dall’Università Bocconi, il 19% delle imprese familiari italiane si aspetta una transizione di leadership nei prossimi cinque anni. Di queste, storicamente solo il 30% riesce a mantenere la continuità aziendale superando la scomparsa o il ritiro del fondatore, e soltanto il 13% arriva alla terza generazione. Nei prossimi dieci anni si stima che seimila imprese familiari italiane cambieranno guida. Un dato di segno positivo emerge tuttavia dall’analisi: le aziende che hanno già effettuato il cambio generazionale mostrano una crescita media superiore del 10% rispetto a quelle ancora guidate dalla generazione fondatrice, a patto che il passaggio sia stato pianificato e gestito con metodo. Il 70% dei nuovi imprenditori di seconda o terza generazione è laureato, un dato in forte crescita rispetto alle generazioni precedenti che porta con sé sia nuove competenze che nuove aspettative nei confronti dell’azienda di famiglia. Fonte: Assolombarda, “Imprese familiari: 7 regole da seguire per un passaggio generazionale di successo”, 2026; Il Sole 24 Ore, “Cambiare paga, le nuove generazioni al vertice valgono il 10% in più di crescita”.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, questi dati hanno un significato immediato: il passaggio generazionale non è un evento da gestire quando si presenta, ma un processo da pianificare con anni di anticipo. Le variabili da considerare sono di natura fiscale (imposta di successione, patti di famiglia, holding di controllo), organizzativa (definizione dei ruoli tra i rami familiari) e strategica (visione dell’azienda per i prossimi 10-15 anni). Chi arriva impreparato alla transizione rischia di disperdere il capitale reputazionale e relazionale costruito in decenni.
Conclusioni
Il passaggio generazionale di successo non è una questione di fortuna ma di preparazione: iniziare a strutturarlo almeno cinque anni prima è la raccomandazione unanime degli esperti. Un consulente specializzato in family business può fare la differenza tra la continuità e la dispersione del patrimonio aziendale costruito in decenni.
Redazione Industria Lombarda News