Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 9 luglio 2026
In sintesi
Transizione 5.0 è il programma che combina la logica di Industria 4.0 con la riduzione dei consumi energetici, riconoscendo un credito d’imposta tra il 35% e il 45% per investimenti che generano risparmio energetico certificato. Nel 2026 è lo strumento più rilevante per le PMI manifatturiere che investono in macchinari, automazione e impianti green.
I fatti
Transizione 5.0 è il programma nazionale che ha integrato la logica degli incentivi Industria 4.0 con l’obiettivo della riduzione dei consumi energetici. Il credito d’imposta riconosciuto è del 35% per investimenti che producono un risparmio energetico del 3-6% sull’intero stabilimento (o 5-10% sul processo produttivo interessato), e sale al 45% per risparmi superiori al 10% (o 15% sul processo).
Gli investimenti ammissibili comprendono: beni strumentali materiali e immateriali tecnologicamente avanzati (come definito dall’allegato A e B del Piano Transizione 4.0), impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, e attività di formazione del personale strettamente connesse all’utilizzo dei nuovi beni.
Per accedere al credito, l’impresa deve ottenere una certificazione ex-ante che attesti il risparmio energetico atteso, rilasciata da un EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) certificato o da una ESCo (Energy Service Company). Al termine degli investimenti, è necessaria una seconda certificazione ex-post che confermi il risparmio effettivamente conseguito.
Concretamente, per una manifatturiera lombarda che investe 500.000 euro in una nuova linea di produzione con motori ad alta efficienza e sistemi di recupero energetico, con un risparmio energetico certificato dell’8%, il credito d’imposta Transizione 5.0 vale 175.000 euro — da usare in compensazione fiscale. Aggiunto al risparmio annuale in bolletta, il payback period dell’investimento si riduce in modo significativo.
I fondi disponibili per Transizione 5.0 provengono in parte dal PNRR e in parte dalla finanza ordinaria. È fondamentale prenotare il credito prima dell’inizio degli investimenti tramite il GSE (Gestore Servizi Energetici), seguendo la procedura telematica dedicata.
Fonte: sinergeticaitalia.it, “Efficientamento energetico 2026: novità normative e incentivi per aziende”; incentivimpresa.it, “Bandi Efficientamento Energetico Aziende 2026”; consulenteenergiaelettrica.com, “Transizione energetica 2026”.
Cosa significa
Transizione 5.0 è il primo incentivo che premia concretamente la doppia trasformazione — digitale e green — che molte PMI manifatturiere stanno già facendo o devono fare. Non è un bonus generico: è un credito che sale con il grado di risparmio energetico raggiunto, incentivando soluzioni tecnologicamente più avanzate. Per chi sta pianificando investimenti in nuovi macchinari o in efficienza energetica per il 2026-2027, includere Transizione 5.0 nella valutazione finanziaria è indispensabile.
Conclusioni
Il requisito della certificazione energetica sembra un ostacolo burocratico, ma in realtà è un’opportunità: fornisce una baseline scientifica dei consumi attuali che ha valore anche indipendentemente dall’incentivo, come strumento di gestione energetica continua. Rivolgersi a un EGE certificato è il primo passo concreto.
Redazione Industria Lombarda News