Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 12 luglio 2026
In sintesi
Regione Lombardia ha ampliato la platea di beneficiari del bando dedicato all’efficienza energetica dei processi produttivi, includendo anche le PMI manifatturiere non artigiane. Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 50.000 euro per impresa, con una spesa minima ammissibile di 15.000 euro.
I fatti
Il bando, inizialmente riservato alle imprese artigiane, è stato modificato per includere tutte le micro, piccole e medie imprese manifatturiere lombarde. Questa estensione apre l’accesso a una platea molto più ampia di aziende: secondo le stime di Assolombarda, si tratta di migliaia di imprese manifatturiere lombarde potenzialmente eligibili che prima erano escluse.
Le spese ammissibili includono l’installazione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici, la sostituzione di macchinari ad alta efficienza, l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, cogenerazione), e gli interventi sull’involucro degli edifici produttivi orientati al risparmio energetico. Non sono ammissibili le spese di progettazione e consulenza che superino una quota predefinita delle spese complessive.
Il tema dell’energia resta critico per il manifatturiero lombardo. Nonostante il calo dei prezzi rispetto ai picchi del 2022-2023, il prezzo dell’elettricità in Italia rimane tra i più alti in Europa per le imprese industriali di media taglia. Una PMI manifatturiera con 100 dipendenti spende mediamente tra 300.000 e 800.000 euro l’anno in energia elettrica e gas. Un intervento di efficienza anche modesto — 15-20% di risparmio — vale decine di migliaia di euro all’anno in costi fissi eliminati. Fonte: Assolombarda, “Regione Lombardia: ricomprese anche le PMI nel bando per contributi a fondo perduto per l’efficienza energetica delle imprese manifatturiere”, 2026.
Cosa significa
Chi ha già fatto una diagnosi energetica (obbligatoria per legge per le imprese con più di 250 dipendenti, facoltativa per le PMI) sa già dove ci sono i margini di miglioramento. Per chi non l’ha ancora fatta, è il punto di partenza: senza sapere dove si consumano i kilowattora, non si può pianificare un intervento efficace.
Conclusioni
L’efficienza energetica non è solo un tema di sostenibilità: è un tema di competitività. Un concorrente tedesco o austriaco che paga l’energia il 20% meno di voi ha un vantaggio strutturale sui costi. Ridurre i consumi è l’unica leva che avete per compensare questo gap.