Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 12 luglio 2026

In sintesi

Il passaggio generazionale è la sfida più urgente per le PMI familiari italiane nei prossimi cinque anni. Una ricerca su 1.700 aziende rivela che il 69% affronterà la successione entro il 2031, ma la maggioranza è ancora ferma alla consapevolezza, senza un piano operativo. Oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità.

I fatti

Secondo un’indagine dell’Istituto I-AER su un campione di oltre 1.700 PMI familiari italiane, il 69% delle aziende sarà coinvolto in processi di successione nei prossimi 60 mesi. Quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale nel prossimo decennio, secondo Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Il quadro che emerge è allarmante: più dell’80% degli imprenditori over 40 ha già affrontato internamente il tema della trasmissione d’impresa, ma oltre la metà non ha ancora avviato azioni concrete. I nodi più critici riguardano quattro dimensioni distinte e interdipendenti: la continuità proprietaria (chi eredita le quote), il comando operativo (chi guida l’azienda), le competenze manageriali (se il successore è pronto) e il capitale (come finanziare la transizione senza indebolire l’azienda).

Sul fronte delle iniziative istituzionali, nel marzo 2026 i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno lanciato il progetto «GenerAZIONI», in collaborazione con Luiss University Press. Il programma affronta gli aspetti economici, fiscali e legali della successione, ma anche le dimensioni relazionali spesso trascurate: leadership, comunicazione intergenerazionale e convivenza tra padre-fondatore e successore nella fase di transizione.

Dal punto di vista giuridico, il Patto di Famiglia rimane lo strumento più efficace per pianificare il passaggio proprietario, consentendo il trasferimento d’impresa senza liti tra eredi e con agevolazioni fiscali significative. Nel 2026 le condizioni di accesso a questo strumento sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti.

La vera sfida, secondo I-AER, non è l’intelligenza artificiale né la digitalizzazione: è la carenza di competenze manageriali nei successori e la difficoltà di costruire una governance strutturata che superi il modello «tutto in capo al fondatore».

Fonte: Il Giornale delle PMI, «I-AER: il 69% delle imprese familiari italiane verso il passaggio generazionale», 2026; Confindustria, «GenerAZIONI 2026: al via il progetto dei Giovani Imprenditori», marzo 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, questi dati hanno un significato diretto: chi ha già completato il proprio passaggio generazionale deve consolidare la governance; chi lo sta vivendo deve dotarsi di strumenti legali e manageriali adeguati; chi lo ha davanti deve iniziare subito, anche se il fondatore non vuole sentirne parlare.

Le aziende che riusciranno a strutturare la successione in modo pianificato — con chiarezza su chi comanda, chi possiede e chi gestisce — avranno un vantaggio competitivo significativo rispetto a quelle che affrontano la transizione in emergenza.

Conclusioni

Il tempo è la risorsa più scarsa nel passaggio generazionale: ogni anno di ritardo riduce le opzioni disponibili. Il primo passo concreto è avviare una valutazione dell’azienda e formalizzare un piano di successione, anche parziale, entro fine 2026.

Redazione Industria Lombarda News

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