Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 16 luglio 2026
In sintesi
L’Italia ha approvato il nuovo Piano di internazionalizzazione 2026, con focus sui mercati extra-UE e strumenti potenziati per le PMI. L’export italiano ha già raggiunto un record di 643 miliardi nel 2025, con le piccole e medie imprese protagoniste indiscusse.
I fatti
Il 1° luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero degli Affari Esteri hanno adottato formalmente il Piano di internazionalizzazione 2026 in occasione della XIV sessione della Cabina di Regia, presieduta dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario Maria Tripodi. Il documento identifica i mercati extra-UE come priorità strategica: gli Emirati Arabi Uniti registrano +57,4% e l’area ASEAN +23,5% per il Made in Italy nel 2025. In Italia operano circa 120.000 imprese esportatrici, di cui 118.000 sono PMI: il 98% del totale. Le PMI italiane generano complessivamente circa 280 miliardi di euro di export. Nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il record storico di 643 miliardi di euro, con una crescita del +3,3% e un surplus commerciale di 50,7 miliardi, posizionando l’Italia come quarto Paese esportatore al mondo, davanti a Giappone e Corea del Sud. Le previsioni SACE per il 2026 indicano una crescita del 2% dell’export di beni, con un’accelerazione al 2,5% nel 2027 e al 2,8% nel 2028. Gli strumenti operativi potenziati includono il Fondo 394 SIMEST e i nuovi bandi per le PMI ad alto valore. Fonte: MIMIT-MAECI, Piano di internazionalizzazione 2026, 1 luglio 2026; SACE Rapporto Export 2026.
Cosa significa
Per le PMI manifatturiere lombarde, il Piano di internazionalizzazione 2026 rappresenta un accesso concreto a strumenti di supporto per l’export verso mercati non europei, ora tra i più dinamici a livello globale. Le aziende con ciclo di vendita lungo e prodotti ad alto valore sono quelle meglio posizionate per sfruttare gli accordi commerciali e i fondi SIMEST potenziati.
Conclusioni
Chi non ha ancora diversificato i mercati di sbocco rischia di perdere questa finestra favorevole. Il punto di partenza è verificare l’accesso ai fondi SIMEST e al Fondo 394 per finanziare la partecipazione a fiere internazionali e missioni nei mercati extra-UE prioritari identificati dal Piano.
Redazione Industria Lombarda News