Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 21 luglio 2026
In sintesi
CDP, Simest, SACE e Regione Lombardia hanno siglato un accordo per supportare in modo coordinato le PMI manifatturiere lombarde nell’accesso ai mercati esteri, combinando missioni internazionali, finanza agevolata e affiancamento strategico. La Lombardia genera da sola il 37,9% del valore aggiunto estero dell’intero sistema Italia.
I fatti
Regione Lombardia, in collaborazione con CDP, Simest e SACE, ha attivato un piano integrato per l’internazionalizzazione delle imprese lombarde con un budget iniziale di 1,5 milioni di euro dedicato alle attività promozionali e di supporto. L’accordo prevede eventi promozionali nei principali mercati target, missioni internazionali accompagnate, strategie di affiancamento operativo per le imprese e una promozione coordinata degli strumenti di finanza agevolata disponibili.
Il contesto in cui si inserisce questa iniziativa è rilevante: la Lombardia ospita circa 20.000 imprese estere, per un totale di 409.000 addetti e 49,8 miliardi di euro di valore aggiunto. La regione rappresenta il 37,9% del valore aggiunto estero nazionale, confermando il suo ruolo strategico nell’economia globale del Paese. Secondo il Rapporto OIE 2026 di Confindustria, lo 0,4% delle imprese estere genera il 21% del fatturato nazionale: un dato che evidenzia la concentrazione e il potenziale dell’ecosistema produttivo lombardo nel mondo.
Per le PMI manifatturiere con fatturato tra 15 e 200 milioni di euro, l’accordo si traduce in accesso agevolato a strumenti come i finanziamenti Simest per l’export, le garanzie SACE per i mercati rischiosi, e un canale diretto con le strutture di supporto regionali per identificare i mercati prioritari e le fiere internazionali più adatte al proprio settore.
Fonte: Industria Italiana, “Export e competitività: Cdp, Simest, Sace e Regione Lombardia uniscono le forze per sostenere le imprese lombarde sui mercati globali”, 2026; Confindustria, Rapporto OIE 2026.
Cosa significa
Per un’impresa manifatturiera lombarda che oggi lavora prevalentemente sul mercato italiano o su pochi clienti europei consolidati, questo accordo abbassa concretamente le barriere all’internazionalizzazione. I rischi finanziari dell’export — in particolare verso mercati extra-UE come Middle East, Africa o Sud-Est asiatico — possono essere coperti con strumenti SACE, mentre i finanziamenti Simest consentono di sostenere i costi di apertura di nuovi mercati senza pesare sulla liquidità aziendale.
La partecipazione a missioni internazionali organizzate è anche un’opportunità commerciale concreta: incontrare buyer stranieri in un contesto strutturato è più efficace e meno costoso rispetto alla presenza autonoma in fiera. Le imprese di seconda e terza generazione che non hanno ancora strutturato una strategia export trovano in questi strumenti un punto di partenza concreto.
Conclusioni
Internazionalizzare non significa aprire una filiale all’estero: significa iniziare a costruire relazioni e credibilità sui mercati che crescono. I fondi e gli accordi ci sono: il passo successivo è capire quali mercati sono più adatti alla propria offerta e muoversi prima dei competitor.