Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 28 luglio 2026
In sintesi
Dal primo luglio 2026 è operativo il nuovo accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti. L’Italia, che era soggetta a un dazio del 10% (Section 122) tra febbraio e giugno 2026, si trova ora sotto un tetto unico del 15% su tutte le merci. Per le PMI manifatturiere lombarde che esportano negli USA, l’aumento netto è del 5%, ma la certezza delle regole — dopo mesi di instabilità tariffaria — è un elemento di stabilità atteso.
I fatti
Il nuovo regime tariffario UE-USA ha sostituito, il primo luglio 2026, la precedente struttura Section 122 che aveva applicato un dazio del 10% sui prodotti europei tra il 24 febbraio e il 30 giugno 2026. Con il nuovo accordo, il dazio sale al 15% ma diventa un tetto unico e comprensivo, senza possibilità di stacking con altre tariffe settoriali. Per i prodotti con dazi MFN già al 15% o superiori (tipici della moda alta gamma), si applica solo il dazio MFN, senza maggiorazioni aggiuntive.
Il contesto in cui si inserisce questo cambiamento è quello di un export italiano già sotto pressione: dati Confindustria evidenziano come dazi e dollaro debole avessero già spinto verso un calo del 16,5% delle esportazioni italiane verso gli USA nell’ottobre 2025. La nuova aliquota al 15% stabilizza il quadro, ma non elimina la pressione competitiva.
Per la Lombardia, l’impatto è diretto: la regione è il principale polo manifatturiero italiano e una quota rilevante del suo export è composta da macchinari, componenti meccanici, prodotti chimici e beni strumentali, tutti settori con forte presenza sul mercato americano. Il Rapporto OIE 2026 ricorda che la sola Lombardia genera quasi il 38% del valore aggiunto delle imprese a proiezione internazionale presenti in Italia.
Sul fronte degli strumenti di supporto, Confindustria ha lanciato ExPAnD, una piattaforma digitale dedicata alle imprese per sviluppare il potenziale di export, con un roadshow partito da Bergamo a gennaio 2026 e ora attivo su tutto il territorio nazionale.
Fonte: TariffsTool.com, “Italy Tariff 2026: 15%”, luglio 2026; Confindustria, “Congiuntura Flash ottobre 2025”, ottobre 2025.
Cosa significa
Un’azienda manifatturiera lombarda che esporta macchinari negli USA a un valore di 500.000 euro si trova a sopportare un costo tariffario aggiuntivo di circa 75.000 euro rispetto all’anno precedente. Non è una variazione trascurabile. La risposta non è smettere di esportare, ma lavorare su due fronti: diversificare i mercati di destinazione (l’accordo UE-Mercosur, in vigore provvisorio da febbraio 2026, apre opportunità concrete verso Argentina e Brasile) e rafforzare il posizionamento di valore del prodotto per assorbire la variazione di costo senza perdere margine.
Conclusioni
Il 15% di dazio è una realtà con cui fare i conti, non un’emergenza: chi aveva già pianificato una strategia commerciale strutturata ha gli strumenti per adattarsi. Il momento giusto per costruire quella strategia è adesso — prima che la pressione diventi urgenza.
— Redazione Industria Lombarda News