Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 1 agosto 2026
In sintesi
L’Osservatorio Mecspe-Nomisma fotografa un manifatturiero italiano che investe in automazione e digitalizzazione, ma che si sente abbandonato dalla politica industriale: il 55% delle imprese giudica insufficienti le misure previste dalla Legge di Bilancio 2026. Il dato sull’adozione dell’AI è ancora più critico: solo il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale.
I fatti
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Mecspe-Nomisma, l’industria manifatturiera italiana conta più di 486mila imprese attive a fine 2025, la maggior parte delle quali affronta il 2026 con un quadro complessivamente stabile ma sotto pressione. Il 55% giudica insufficienti le misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 a supporto degli investimenti in digitalizzazione e automazione. Sul fronte tecnologico, i numeri confermano un’adozione ancora parziale: quasi l’80% delle imprese raggiunge un livello base di digitalizzazione, ma solo il 38,1% si colloca a livelli definiti «alti» dall’indice europeo di intensità digitale. L’adozione dell’intelligenza artificiale rimane marginale: solo il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia AI. Il mercato IoT italiano ha superato i 10,9 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 12% anno su anno, trainato soprattutto dalle grandi aziende. Per le PMI, la principale barriera non è la disponibilità della tecnologia, ma la capacità di integrarla con i sistemi esistenti e la mancanza di competenze interne. Fonte: Industria Italiana, “Industria manifatturiera: 486mila imprese investono in automazione e digitalizzazione, mentre il 55% giudica insufficienti gli incentivi 2026. L’analisi dell’Osservatorio Mecspe”, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera B2B con 50-300 dipendenti, il divario tra «abbiamo un ERP» e «siamo digitali» è ancora molto ampio. Essere «digitalmente di base» non dà vantaggi competitivi: significa semplicemente che si è allineati alla media. Il salto che produce risultati è quello dal livello base a quello avanzato, cioè l’integrazione dei dati di produzione con i sistemi di vendita, la tracciabilità in tempo reale, la manutenzione predittiva. Questi sono investimenti che generano ritorni misurabili, e vanno finanziati con i pochi incentivi disponibili prima che vengano modificati.
Conclusioni
Il momento per digitalizzare non è «quando il mercato migliora», è adesso, mentre il mercato spinge le inefficienze in superficie. Il consiglio operativo: fare un audit interno sui dati di produzione — quante decisioni vengono prese ogni settimana senza dati? Quel numero è il punto di partenza per capire dove investire. Redazione Industria Lombarda News