Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 25 settembre 2026

In sintesi

Un’indagine su 700 imprese del terziario bergamasco mostra che il 38% affronterà il passaggio generazionale nei prossimi cinque-dieci anni, ma solo l’11% ha un piano di successione formalizzato. Gli ostacoli percepiti sono soprattutto culturali, non burocratici.

I fatti

La ricerca realizzata da Format Research per Confcommercio Bergamo su 700 imprese del terziario provinciale, diffusa a maggio 2026, fotografa un tema spesso rimosso. Il 38% delle imprese prevede di affrontare il ricambio generazionale nei prossimi cinque-dieci anni, mentre il 61,7% non ha ancora il tema all’ordine del giorno. Sul fronte della preparazione i numeri sono eloquenti: solo il 40,7% ha avviato processi di ricambio e appena l’11% possiede un piano formalizzato, mentre il 31,5% pensa di strutturarne uno nei prossimi anni. La strategia prevalente resta il passaggio familiare (35%), seguita dall’affidamento a un socio (18%) e dalla cessione a terzi (16,7%); il 10% ipotizza la liquidazione. L’81% degli imprenditori percepisce il processo come complesso, e le ragioni sono soprattutto culturali: il 44,5% teme la mancanza di capacità gestionali nei successori e il 27,8% i conflitti familiari. Tra i potenziali eredi, solo il 15% si dichiara molto interessato a subentrare. Fonte: Bergamonews, “Passaggio generazionale nelle piccole imprese”, 30 maggio 2026, su indagine Confcommercio Bergamo – Format Research.

Cosa significa

Nel manifatturiero familiare lombardo, dove il valore dell’azienda coincide spesso con la reputazione storica del fondatore, l’assenza di un piano di successione è un rischio operativo concreto. Un passaggio non preparato può disperdere relazioni commerciali, competenze tecniche e fiducia dei clienti costruite in decenni. Il dato che colpisce non è tanto la percentuale di aziende in transizione, quanto la quota minima che si sta davvero organizzando.

Conclusioni

Formalizzare per tempo ruoli, deleghe e trasferimento delle relazioni commerciali chiave non è un adempimento burocratico ma una tutela del patrimonio aziendale: anche un piano semplice, se avviato con anni di anticipo, riduce sensibilmente il rischio.

Redazione Industria Lombarda News

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