Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 10 giugno 2026
In sintesi
La riforma del patto di famiglia entrata in vigore nel 2025 ha rimosso le principali incertezze fiscali che frenавano l’utilizzo di questo strumento nelle PMI italiane. L’estensione alle holding e alle società immobiliari lo rende oggi più compatibile con le strutture patrimoniali evolute delle imprese familiari di seconda e terza generazione.
I fatti
Il patto di famiglia è lo strumento giuridico che consente all’imprenditore di trasferire l’azienda ai propri discendenti in vita, neutralizzando il rischio di liti successorie e — con la riforma del 2025 — ottimizzando il carico fiscale dell’operazione. Prima della riforma, l’utilizzo era frenato da incertezze interpretative sull’applicabilità alle strutture societarie complesse, in particolare le holding e le società immobiliari spesso utilizzate dalle famiglie imprenditoriali lombarde per la gestione del patrimonio. La riforma ha chiarito questi punti: il patto è ora applicabile anche alle holding di partecipazione, alle società immobiliari e ai complessi di beni aziendali strutturati su più livelli societari. Sul piano fiscale, il trasferimento d’azienda tramite patto di famiglia beneficia dell’esenzione dall’imposta di donazione e successione per il ramo d’azienda o le partecipazioni di controllo, a condizione che il beneficiario eserciti l’attività per almeno cinque anni. Secondo gli analisti, la combinazione tra la chiarezza normativa raggiunta nel 2025 e i tassi di imposta sulle donazioni ancora favorevoli in Italia rispetto ad altri Paesi europei rende il patto di famiglia oggi uno degli strumenti più convenienti per la pianificazione successoria delle PMI manifatturiere. Fonte: DoppiominimO, “Patto di famiglia 2026: il passaggio generazionale senza liti né imposte”, 2026; Fisco7, “Il passaggio generazionale in azienda: come gestirlo con gradualità”, maggio 2026.
Cosa significa
Per un imprenditore manifatturiero lombardo con un’azienda strutturata su più livelli societari — situazione comune tra le realtà con fatturato tra 15 e 200 milioni — la riforma apre concretamente la possibilità di pianificare il passaggio generazionale con strumenti più flessibili e fiscalmente efficienti. L’importante è non aspettare eventi imprevisti: il patto funziona al meglio quando è costruito con anticipo e con il coinvolgimento attivo di tutti i familiari rilevanti.
Conclusioni
Il momento normativo e fiscale è favorevole: chi sta pensando al passaggio generazionale ha oggi a disposizione strumenti più chiari ed efficienti rispetto al passato. Coinvolgere un consulente specializzato per una valutazione iniziale non impegna a nulla, ma può aprire scenari di pianificazione molto significativi. Redazione Industria Lombarda News