Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 31 luglio 2026
In sintesi
Un terzo delle imprese familiari italiane dovrà affrontare un cambio al vertice entro il 2034, secondo le stime dell’Osservatorio AUB. Solo il 30% di queste aziende sopravvive alla seconda generazione, e appena il 13% arriva alla terza. I dati, però, offrono anche una lettura positiva: le imprese che hanno già completato il passaggio generazionale registrano in media il 10% in più di crescita rispetto a quelle ancora ferme alla prima generazione.
I fatti
In Italia oltre l’80% delle imprese è a conduzione familiare. Secondo l’Osservatorio AUB, nel decennio 2025-2034 circa il 33,5% di queste realtà affronterà un passaggio generazionale. La probabilità di successo non è automatica: le statistiche indicano che solo il 30% delle aziende familiari passa con successo alla seconda generazione, e il 13% arriva alla terza. Le cause principali del fallimento della transizione sono la mancanza di pianificazione anticipata, conflitti familiari nella governance, assenza di un erede formato, e difficoltà nel separare il patrimonio familiare da quello aziendale. Sul versante positivo, Il Sole 24 Ore riporta che le aziende che hanno completato il cambio al vertice dopo la spinta della pandemia crescono il 10% in più rispetto a quelle rimaste in gestione dei fondatori: oltre il 70% dei nuovi imprenditori è laureato e porta competenze manageriali strutturate. Nel marzo 2026, i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno lanciato il progetto GenerAZIONI 2026, un percorso dedicato specificamente alla formazione degli eredi e alla gestione del cambiamento nei family business. Fonte: Il Sole 24 Ore, “Il passaggio generazionale nelle PMI italiane: sfide e grandi opportunità”; Confindustria, “GenerAZIONI 2026”, marzo 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione lombardo, questo quadro ha una doppia lettura. Se si è già al comando, i dati confermano che la generazione formata e con visione manageriale strutturata è un vantaggio competitivo reale — ma solo se è stata messa in condizione di guidare davvero, non solo di «eseguire» la visione del fondatore. Se il passaggio non è ancora avvenuto, il tema più urgente non è l’eredità fiscale o legale, ma la pianificazione dei ruoli: chi decide cosa, chi ha autonomia su quali aree, con quali strumenti di governance la famiglia supervisiona senza interferire nella gestione operativa.
Conclusioni
Il passaggio generazionale non è un evento, è un processo. Le aziende che ci riescono lo iniziano almeno 5 anni prima, con un piano scritto di governance, un percorso di formazione dell’erede e regole chiare tra proprietà e management. Iniziare ora significa avere il tempo di farlo bene. Redazione Industria Lombarda News