Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: giugno 2026
In sintesi
I dazi statunitensi e la svalutazione del dollaro stanno colpendo l’export manifatturiero italiano in modo strutturale. Confindustria stima un calo delle esportazioni verso gli USA del 16,5% nel medio termine, con perdite complessive di 20 miliardi di euro e 118.000 posti di lavoro a rischio. Le PMI manifatturiere esposte al mercato americano rischiano una contrazione del fatturato tra il 5% e il 7%.
I fatti
L’introduzione dei nuovi dazi USA sulle merci italiane ed europee, combinata con la debolezza del dollaro rispetto all’euro, ha creato uno shock competitivo per le imprese manifatturiere italiane che esportano verso il mercato nordamericano. Secondo le stime di Confindustria, l’effetto congiunto dei dazi e della svalutazione valutaria produce un aumento del prezzo dei prodotti italiani per l’acquirente americano di circa il 23,5%, un livello che mette fuori mercato molte filiere.
Le stime sul danno complessivo sono precise: 20 miliardi di euro di export a rischio, 118.000 posti di lavoro potenzialmente coinvolti, con impatti più acuti nei settori della meccanica strumentale, delle macchine utensili, del food & beverage di fascia alta e del design industriale — tutti settori con forte presenza in Lombardia.
Il comparto elettrotecnico ed elettronico (ANIE Confindustria) stima danni superiori a 800 milioni di euro. Più in generale, Il Sole 24 Ore riporta proiezioni di una contrazione del fatturato tra il 5% e il 7% per le PMI italiane con significativa esposizione al mercato americano.
I dati del 2025 mostrano che l’export italiano ha retto meglio del previsto (+3,3% grazie alla crescita dei farmaceutici e dei beni strumentali), ma il 2026 presenta un quadro più deteriorato, con il PIL italiano atteso in calo dello 0,3% rispetto alle previsioni pre-dazi.
Fonte: FIRSTonline, “Export italiano 2025 resiste ai dazi USA (+3,3%)”, 2026; Confindustria, “Congiuntura Flash: dazi e dollaro debole”, 2026; Il Sole 24 Ore, “Dazi USA, PMI italiane rischiano contrazione fatturato 5-7%”, 2026.
Cosa significa
Per le PMI manifatturiere lombarde con clienti negli Stati Uniti, il rischio non è solo di perdere margine: è di perdere il cliente se il prezzo non regge. La risposta non può essere solo commerciale (sconti, rinegoziazioni): richiede una valutazione strategica della propria esposizione geografica e la costruzione attiva di alternative. I mercati emergenti come India, Arabia Saudita e i Paesi del Sud-Est asiatico — supportati anche dai bandi Export su Misura di Regione Lombardia — rappresentano la direzione più concreta di diversificazione.
Conclusioni
Le aziende che hanno già diversificato i propri mercati di destinazione soffriranno meno di quelle che hanno puntato tutto sul mercato americano. Chi non l’ha fatto ha ancora tempo per agire, ma la finestra si restringe: la domanda da porsi è quante settimane di fatturato USA si è disposti a perdere prima di muoversi.
Redazione Industria Lombarda News