Categoria: AI per aziende B2B familiari    Data di pubblicazione: 10 settembre 2026

In sintesi

L’intelligenza artificiale entra lentamente nelle PMI italiane. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, il 76% non ha investito né prevede di farlo, mentre il divario con le grandi imprese si allarga.

I fatti

I dati diffusi nel 2026 dall’Osservatorio Digital Innovation nelle PMI del Politecnico di Milano indicano che il 76% delle piccole e medie imprese italiane non ha investito né pianifica investimenti in AI, e solo il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione. Secondo ISTAT, nel 2025 il 15,7% delle PMI ha usato almeno una tecnologia di AI, più del doppio rispetto al 7,7% del 2024. Ma nello stesso anno il divario con le grandi imprese, arrivate al 53,1% di adozione, è salito da 25 a 37 punti percentuali. Le aree più diffuse restano marketing e vendite, processi amministrativi e ricerca e sviluppo. Fonte: AI4Business e Osservatori Politecnico di Milano, 2026.

Cosa significa

Per un’azienda familiare il rischio segnalato dall’Osservatorio non è tecnologico ma competitivo: mentre le grandi imprese accelerano, chi resta fermo perde terreno sui costi e sulla velocità commerciale. L’AI applicata a marketing e vendite – la prima area di adozione – permette anche a strutture piccole di analizzare il target, preparare contenuti e organizzare i contatti senza gravare sui venditori interni.

Conclusioni

Non serve un progetto faraonico per iniziare. Un primo utilizzo concreto è l’analisi del proprio target commerciale e la produzione assistita di contenuti B2B: aree dove il ritorno arriva rapido e la barriera d’ingresso è bassa.

Redazione Industria Lombarda News

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