Categoria: Interviste e consulenti esperti B2B    Data di pubblicazione: 4 ottobre 2026

In sintesi

Una recente intervista pubblicata da Trend Online analizza come l’intelligenza artificiale applicata ai processi commerciali B2B possa aiutare le piccole e medie imprese manifatturiere italiane a colmare il divario digitale che ancora le penalizza sui mercati internazionali. Il tema centrale riguarda la valorizzazione dei dati tecnici di prodotto attraverso infrastrutture digitali condivise, capaci di rendere più efficaci le attività commerciali senza disperdere il know-how aziendale.

I fatti

Nell’intervista, la società Sellink, realtà attiva nella trasformazione digitale delle informazioni tecniche di prodotto per il mercato B2B, spiega come l’adozione di infrastrutture basate su standard aperti e condivisi possa ridurre la frammentazione dei dati che oggi caratterizza molte imprese manifatturiere italiane. Al centro della riflessione c’è la possibilità di rendere interrogabili, tramite strumenti di intelligenza artificiale generativa, i patrimoni informativi tecnici delle aziende, così da facilitare l’incontro tra domanda e offerta sui mercati internazionali senza esporre know-how sensibile. Vengono indicate tre direttrici di sviluppo per i prossimi anni: la qualità e la standardizzazione dei dati di prodotto, l’orchestrazione end-to-end dei processi commerciali digitali e l’automazione delle attività a basso valore aggiunto, lasciando alle persone le decisioni strategiche. L’intervista non riporta dati quantitativi su adozione o investimenti, restando un contributo di visione più che una rilevazione statistica. Fonte: Trend Online, “Intelligenza artificiale nel B2B: la visione di Sellink”, 23 settembre 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B lombarda con 50-300 dipendenti, il tema al centro dell’intervista tocca un nodo molto concreto: quanto le informazioni tecniche di prodotto, come schede, capitolati e specifiche, siano oggi disperse tra ERP, cataloghi cartacei e fogli Excel, rendendo difficile presentarle in modo efficace a clienti e mercati esteri. La riflessione proposta non offre una soluzione universale, ma indica una direzione di lavoro sensata: prima di investire in nuovi strumenti di intelligenza artificiale per marketing e vendite, può essere utile verificare la qualità e la struttura dei dati di prodotto su cui quegli strumenti si appoggeranno. Per le imprese di seconda o terza generazione, spesso cresciute per accumulo di sistemi e processi informali, questo passaggio di ordine e standardizzazione può valere quanto o più di una nuova tecnologia acquistata in fretta.

Conclusioni

Prima di rincorrere l’ultima applicazione di intelligenza artificiale per la generazione di contatti o la gestione commerciale, un imprenditore manifatturiero farebbe bene a mappare dove e come sono oggi organizzate le informazioni tecniche dei propri prodotti: è da questa base, più che dallo strumento scelto, che dipende il valore che l’IA potrà realmente generare.

Redazione Industria Lombarda News

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