Categoria: AI per aziende B2B familiari Data di pubblicazione: 15 ottobre 2026
In sintesi
Secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, il doppio dell’anno precedente. Tra le PMI la quota è del 15,7%, tra le grandi imprese del 53,1%.
I fatti
La rilevazione Istat Imprese e ICT mostra un raddoppio dell’adozione rispetto all’8,2% del 2024. Le PMI passano dal 7,7% al 15,7%, le grandi imprese dal 32,5% al 53,1%: il divario sale così a 37 punti percentuali. Il Nord-ovest registra la crescita più alta, dall’8,9% al 19,3%.
Le tecnologie più diffuse sono l’analisi automatica dei testi (11,6% delle imprese), l’AI generativa (9,7%) e il riconoscimento vocale (6,8%). Tra le imprese che hanno valutato l’AI senza adottarla, quasi il 60% indica la mancanza di competenze come ostacolo principale. L’Italia resta sotto Germania (26%), Spagna (20,2%) e Francia (18,1%). Il dato è stato al centro del convegno sull’AI nelle imprese tenuto alla Camera il 25 settembre.
Fonte: Istat, Imprese e ICT, anno 2025; Teleborsa, L’AI vale 1,8 miliardi in Italia: al via confronto alla Camera su PMI e competenze, 25 settembre 2026.
Cosa significa
Per un’impresa familiare lombarda il dato del Nord-ovest, quasi una impresa su cinque, indica che l’AI non è più una sperimentazione da grande gruppo: i concorrenti diretti la stanno già usando, soprattutto nella forma più semplice, quella generativa applicata a testi, offerte, documentazione tecnica e assistenza clienti.
Il collo di bottiglia non è il costo degli strumenti, spesso contenuto, ma la capacità delle persone di usarli bene. Il rischio per la PMI è restare indietro non per mancanza di budget ma di metodo.
Conclusioni
Un primo passo concreto: individuare un processo ripetitivo ad alto contenuto di testo, come la preparazione delle offerte o le risposte tecniche ai clienti, e affidarlo per tre mesi a un piccolo gruppo formato, misurando il tempo risparmiato.
Redazione Industria Lombarda News