Categoria: Interviste e consulenti esperti B2B    Data di pubblicazione: 16 ottobre 2026

In sintesi

Al convegno sull’intelligenza artificiale nelle imprese ospitato alla Camera dei Deputati il 25 settembre, imprenditori e consulenti del settore tecnologico hanno indicato nella formazione e nella resistenza dei livelli intermedi i veri ostacoli all’adozione nelle PMI.

I fatti

Il convegno, organizzato da Pilat & Partners, è partito dai dati del mercato italiano dell’AI, che secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 50%. Pasquale Borriello, CEO di Arkage, ha descritto un freno organizzativo: i vertici spingono per adottare gli strumenti, mentre le figure operative e i middle manager oppongono resistenza anche quando la licenza è già pagata.

Matteo Ingrosso, CEO di IngroLab, ha proposto un credito d’imposta legato alla certificazione degli operatori, sostenendo che prima di investire in macchinari occorre investire il doppio in formazione. Michele Busia, CEO di Proffi, ha avvertito che presentare l’AI Act solo come una serie di sanzioni rischia di frenare imprenditori già prudenti. Andrea Bodei, CEO di Infra AI, ha richiamato la direttiva NIS2 e la tendenza delle aziende non obbligate a considerare la sicurezza informatica solo un costo.

Fonte: Teleborsa, L’AI vale 1,8 miliardi in Italia: al via confronto alla Camera su PMI e competenze, 25 settembre 2026.

Cosa significa

Le voci raccolte alla Camera descrivono una situazione comune nelle aziende di seconda e terza generazione: l’imprenditore ha deciso, ma l’organizzazione non segue. La resistenza dei capi reparto e dei responsabili d’ufficio non nasce da cattiva volontà, ma dal timore di perdere controllo e dalla mancanza di tempo per imparare.

Interessante anche il tema sollevato sulle figure junior: se l’AI rende più produttivi i profili esperti, il rischio è smettere di formare i giovani, indebolendo il ricambio interno proprio nelle imprese che già faticano a trovare personale.

Conclusioni

Per chi introduce l’AI in azienda, il consiglio che emerge è coinvolgere fin dall’inizio i responsabili intermedi, dare loro tempo dedicato alla formazione e renderli titolari dei risultati, non solo destinatari degli strumenti.

Redazione Industria Lombarda News

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