Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 22 giugno 2026
In sintesi
Secondo un’analisi di Bain & Company, le imprese manifatturiere che hanno investito in autoproduzione fotovoltaica, sistemi di accumulo (storage) e contratti di fornitura a lungo termine (PPA) stanno costruendo un vantaggio competitivo strutturale sui costi energetici rispetto a chi rimane dipendente dal mercato elettrico. Una differenza che si misura in punti di margine operativo.
I fatti
L’analisi di Bain & Company sul settore energetico industriale italiano evidenzia che la gestione dell’energia è diventata una variabile strategica per le PMI manifatturiere, non solo un costo da minimizzare. Le imprese che hanno strutturato un approccio attivo — combinando impianti fotovoltaici in autoproduzione, sistemi di storage per l’energia prodotta in eccesso e Power Purchase Agreement (PPA) con fornitori di energia rinnovabile — riescono a ridurre il costo medio del kilowattora del 20-35% rispetto al prezzo di mercato.
Il fotovoltaico industriale, con i prezzi attuali dei pannelli e i tempi di ritorno sull’investimento (mediamente 5-7 anni per impianti da 200-500 kW), è diventato una delle decisioni di investimento più solide disponibili per una PMI manifatturiera. Il payback è prevedibile, il rischio tecnologico è praticamente nullo e l’investimento si combina bene con l’iperammortamento Transizione 5.0 per la componente di efficienza energetica.
I contratti PPA — accordi di fornitura pluriennali con produttori di energia rinnovabile a prezzo fisso — rappresentano invece la soluzione per chi non può o non vuole installare impianti propri. Permettono di uscire dall’esposizione alla volatilità del mercato elettrico, che negli ultimi tre anni ha mostrato oscillazioni fino al 40% su base trimestrale, rendendo quasi impossibile la pianificazione dei costi di produzione.
Il tema dello storage (batterie industriali abbinate al fotovoltaico) è ancora in fase di maturazione tecnologica, ma i costi sono scesi significativamente nel 2025-2026 e stanno diventando accessibili anche per impianti di taglia media (tra 200 kW e 1 MW).
Fonte: Industria Italiana, «Energia, la fabbrica si gioca i margini su autoproduzione, storage e contratti evoluti. L’analisi di Bain & Company», 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda con consumi energetici rilevanti (produzione con forni, presse, macchine utensili a ciclo continuo), la bolletta elettrica può rappresentare il 10-20% del costo di produzione totale. Una riduzione del 25% su quella voce vale margini che non si recuperano facilmente altrove. Il punto di partenza è una diagnosi energetica dello stabilimento, spesso finanziabile con i certificati bianchi.
Conclusioni
La gestione dell’energia non è un tema per il responsabile della manutenzione: è una decisione strategica che impatta direttamente sulla competitività dell’azienda. Chi non ha ancora fatto un’analisi dei propri consumi e delle opzioni di autoproduzione disponibili sta probabilmente lasciando margini sul tavolo.
Redazione Industria Lombarda News