Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 26 giugno 2026

In sintesi

L’export lombardo ha raggiunto 167 miliardi di euro nel 2025, crescendo dell’1,8% rispetto al 2024. La Lombardia si conferma la prima regione italiana per volume di esportazioni. Nel 2026 la crescita prosegue, ma le tensioni sui dazi — in particolare con gli USA — e l’instabilità del Medio Oriente introducono nuovi elementi di incertezza che le PMI esportatrici devono saper gestire.

I fatti

Con 167 miliardi di euro di export nel 2025, la Lombardia conferma il suo primato di prima regione esportatrice d’Italia, trainata in particolare da meccanica, chimica-farmaceutica, metallurgia e prodotti in metallo. Il manifatturiero contribuisce per la quota più rilevante, con l’export che rappresenta in media il 38,9% del fatturato industriale delle aziende lombarde.

I dati del primo trimestre 2026 confermano la tendenza positiva: gli ordini esteri si mantengono stabili con un +0,3% nel comparto industriale e un +0,7% nell’artigianato manifatturiero. I mercati europei restano il principale sbocco, ma la diversificazione verso Asia, Medio Oriente e Americhe è in aumento tra le aziende più strutturate.

Il quadro è però disturbato da due elementi. Il primo è l’incertezza sui dazi, in particolare nelle relazioni commerciali con gli Stati Uniti: le misure protezionistiche introdotte nel 2025 hanno già prodotto effetti su alcune filiere, e le PMI che esportano direttamente o indirettamente verso il mercato americano sono in attesa di capire come evolverà il quadro regolatorio. Il secondo elemento è la situazione geopolitica in Medio Oriente, che pesa sui costi logistici e sulle tempistiche di consegna per chi esporta verso quell’area.

Secondo Bankitalia, riportato dalla Gazzetta della Lombardia, il Presidente Fontana ha definito la Lombardia “locomotiva d’Italia e d’Europa”, sottolineando come la regione contribuisca per circa il 22% all’export nazionale totale.

Fonte: Gazzetta della Lombardia, “Lombardia, nel 2026 cresce l’export ma rallenta il PIL”, giugno 2026; Confindustria Lombardia, dati Q1 2026.

Cosa significa

Per un CEO di una PMI manifatturiera lombarda con una quota significativa di fatturato estero, il 2026 richiede una revisione della mappa dei mercati e dei contratti. Chi esporta verso USA o Medio Oriente deve avere un piano di contingenza per scenari di interruzione o aumento dei costi. Chi invece è ancora dipendente dal solo mercato italiano ha dati concreti che suggeriscono di iniziare a strutturare una funzione export: la crescita dei prossimi anni verrà dai mercati internazionali, non dal mercato domestico.

Conclusioni

Diversificare i mercati di destinazione non è più una strategia di crescita: è una misura di resilienza. Il 2026 è un anno in cui le PMI lombarde con export strutturato stanno reggendo meglio di quelle ancora dipendenti dalla sola domanda interna.

Redazione Industria Lombarda News

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