Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 27 giugno 2026
In sintesi
Il 2025 si è chiuso con segnali incoraggianti per il manifatturiero lombardo: produzione industriale a +1,2%, fatturato a +2,4% e ordini esteri a +2,5%. Il credito alle imprese è tornato a crescere dopo due anni di contrazione. Il 2026, però, si preannuncia complesso: guerre, volatilità delle materie prime e un prezzo dell’energia ancora molto alto tengono in tensione la maggior parte delle PMI.
I fatti
Secondo l’ultimo Booklet Economia di Assolombarda, la Lombardia chiude il 2025 con una manifattura in moderata ma solida ripresa. I numeri parlano chiaro: produzione industriale +1,2% rispetto al 2024, fatturato +2,4%, ordini esteri +2,5%, ordini interni +1,1%. Il credito alle imprese, dopo due anni consecutivi di contrazione, ha ripreso a crescere — segnale che le banche iniziano a vedere con più fiducia il tessuto produttivo regionale. L’inflazione si è mantenuta moderata per tutto il 2025 (+1,3%) e ha chiuso dicembre a +0,9%, allentando la pressione sui margini. Le aspettative per il 2026, rilevate tra le associate Assolombarda, vedono la maggioranza delle imprese puntare su stabilità o lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il contesto rimane instabile: conflitti geopolitici in corso, volatilità delle materie prime — in particolare quelle energetiche — e dazi commerciali che continuano a ridisegnare i flussi globali. Il prezzo dell’energia, in particolare, rimane «molto elevato» secondo lo stesso Centro Studi di Assolombarda, penalizzando soprattutto le aziende manifatturiere con impianti energivori.
Fonte: Assolombarda, Booklet Economia — Sentiment e Materie Prime, 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, il quadro che emerge è quello di un’economia che respira, ma con cautela. La ripresa del credito è una buona notizia concreta: chi ha progetti di investimento — macchinari, ampliamento capacità produttiva, digitalizzazione — potrebbe trovare oggi più disponibilità da parte delle banche rispetto al biennio precedente. Il nodo rimane l’energia: le aziende che non hanno ancora avviato un piano di efficienza energetica o di autoproduzione da fonti rinnovabili rischiano di vedere i propri margini erosi anche in anni di crescita del fatturato.
Conclusioni
Il 2026 premia chi ha investito in resilienza: diversificazione dei mercati, controllo dei costi energetici, accesso al credito ben strutturato. Per chi non l’ha ancora fatto, il momento per iniziare è adesso, mentre i segnali macro sono ancora positivi.
Redazione Industria Lombarda News