Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 6 luglio 2026
In sintesi
La riforma del patto di famiglia entrata in vigore nel 2025 ha esteso lo strumento alle holding e alle strutture patrimoniali più evolute, eliminando le principali incertezze fiscali che ne frenava l’utilizzo. Nel 2026, sempre più imprenditori manifatturieri lo stanno considerando come strumento primario per il passaggio d’impresa.
I fatti
Il patto di famiglia è uno strumento giuridico che consente all’imprenditore di trasferire l’azienda o le quote societarie a uno o più discendenti, con il consenso degli altri legittimari, senza attendere l’apertura della successione. L’obiettivo è garantire la continuità aziendale ed evitare il rischio che, alla morte del fondatore, i conflitti tra eredi mettano a rischio la sopravvivenza dell’impresa.
Fino al 2024, lo strumento soffriva di significative limitazioni: era applicabile solo alle imprese individuali e alle società, ma non alle holding familiari o alle strutture patrimoniali più articolate che molte PMI manifatturiere hanno costruito nel tempo. La riforma del 2025 ha risolto questo problema estendendo l’applicabilità alle holding pure e alle immobiliari, e chiarendo il trattamento fiscale delle compensazioni ai legittimari esclusi.
Concretamente, nel 2026 il patto di famiglia permette di: trasferire le quote aziendali all’erede designato con imposta di donazione agevolata (in molti casi azzerata grazie alle franchigie), proteggere il trasferimento da future richieste di collazione o riduzione da parte degli altri eredi, e concordare le compensazioni economiche agli altri legittimari in modo pianificato — senza dover liquidare asset aziendali o contrarre debiti.
Per una PMI manifatturiera lombarda con fatturato tra 15 e 100 milioni, il risparmio fiscale rispetto a una successione ordinaria può essere nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, a seconda del valore dell’azienda e della struttura familiare. Il requisito è che l’erede che riceve le quote mantenga il controllo aziendale per almeno cinque anni.
Fonte: doppiominimo.com, “Patto di famiglia 2026: il passaggio generazionale d’impresa senza liti né imposte”; commercialistatelematico.com, “Holding di famiglia e passaggio generazionale”, luglio 2026.
Cosa significa
Per l’imprenditore manifatturiero lombardo di seconda o terza generazione, la riforma del patto di famiglia rimuove uno degli ostacoli più citati per non affrontare la pianificazione successoria: la complessità fiscale e legale. Oggi lo strumento è più accessibile, più chiaro e più efficace. Non serve aspettare ulteriori riforme: le condizioni per pianificare il passaggio in modo strutturato esistono già.
Conclusioni
Un consulente esperto in diritto societario e fiscalità familiare è il primo interlocutore da coinvolgere. Il costo di una consulenza preventiva è infinitamente inferiore al costo di una successione gestita male, sia in termini economici che relazionali.
Redazione Industria Lombarda News