Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 14 giugno 2026

In sintesi

I Giovani Imprenditori di Confindustria hanno avviato nel 2026 il progetto GenerAZIONI, dedicato al tema del passaggio generazionale nelle imprese italiane. Il progetto affronta sia gli aspetti tecnici — legali, fiscali, finanziari — sia quelli relazionali e organizzativi, spesso trascurati ma determinanti per l’esito del cambio di guida aziendale.

I fatti

Il progetto GenerAZIONI è stato presentato a Roma dai Giovani Imprenditori di Confindustria in collaborazione con Luiss University Press. Il percorso si articola in una serie di appuntamenti dedicati alle diverse dimensioni del passaggio generazionale: dalla pianificazione fiscale e successoria agli strumenti legali disponibili, fino alle competenze manageriali e relazionali che il successore deve sviluppare.

La fotografia del contesto che emerge dai dati Confindustria è chiara: quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale nei prossimi dieci anni. Entro cinque anni, un’azienda su cinque in Italia dovrà affrontare questo passaggio. Eppure, secondo le ricerche disponibili, solo il 30% delle aziende familiari sopravvive al primo passaggio generazionale, e molte di quelle che non sopravvivono non falliscono per mancanza di competenze tecniche del successore, ma per carenze organizzative, conflitti familiari e mancanza di una governance strutturata.

Il dato incoraggiante è che le nuove generazioni al vertice portano risultati: secondo un’analisi recente de Il Sole 24 Ore, le aziende che hanno scelto il cambio generazionale post-pandemia hanno registrato una crescita mediamente superiore del 10% rispetto ai competitor con leadership più anziana. Oltre il 70% dei nuovi imprenditori ha una laurea, e molti portano esperienze internazionali o in contesti di startup che prima non erano comuni nelle PMI familiari lombarde.

Fonte: Confindustria, “GenerAZIONI 2026: al via il progetto dei Giovani Imprenditori dedicato al passaggio generazionale”, marzo 2026; Il Sole 24 Ore, “Cambiare paga: le nuove generazioni al vertice valgono il 10% in più di crescita”, 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione che si trova a gestire sia il business corrente sia la preparazione del futuro assetto proprietario e gestionale, il messaggio è doppio. Da un lato, prepararsi non è un lusso: è una responsabilità verso i dipendenti, i clienti e la famiglia. Dall’altro, il cambio generazionale ben gestito è un acceleratore di crescita, non solo un rischio da minimizzare.

Conclusioni

Il passaggio generazionale non si improvvisa. Le aziende che lo trattano come un progetto manageriale strutturato — con tempi, obiettivi e supporto esterno — hanno probabilità di successo molto più alte. Aspettare che “si risolva da solo” è la scelta più rischiosa.

Redazione Industria Lombarda News

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