Categoria: Economia e industria in Lombardia    Data di pubblicazione: 15 giugno 2026

In sintesi

Secondo l’Osservatorio Mecspe di Nomisma, le 486mila imprese manifatturiere attive in Italia a fine 2025 mostrano una forte propensione agli investimenti in automazione e digitalizzazione. Tuttavia, il 55% giudica insufficienti gli incentivi disponibili nel 2026, in particolare dopo il passaggio da Transizione 5.0 all’iperammortamento.

I fatti

L’industria manifatturiera italiana si conferma uno dei pilastri dell’economia nazionale con 486mila imprese attive, un dato stabile rispetto agli anni precedenti che attesta la tenuta strutturale del settore nonostante le pressioni esterne. L’analisi dell’Osservatorio Mecspe, realizzato in collaborazione con Nomisma, rivela però una frattura tra intenzioni e strumenti: le imprese vogliono investire in automazione e digitalizzazione, ma trovano un sistema di incentivi poco adeguato alle loro esigenze.

Il 55% degli imprenditori intervistati giudica insufficienti le misure 2026, in netto contrasto con l’entusiasmo che aveva accolto i Piani Transizione 4.0 e 5.0 negli anni precedenti. Le critiche principali riguardano la complessità burocratica dei nuovi strumenti, i tempi di erogazione dei contributi e la riduzione delle aliquote rispetto ai regimi precedenti.

Sul fronte degli investimenti effettivi, le aziende manifatturiere con più di 50 dipendenti mostrano una propensione superiore alla media: il 67% ha già avviato o pianificato investimenti in macchinari automatizzati entro fine 2026, mentre il 41% prevede di integrare soluzioni di intelligenza artificiale nei processi produttivi nei prossimi 18 mesi. Le realtà più dinamiche si concentrano nei distretti lombardi della meccanica, della plastica e della metalmeccanica.

Un elemento emerso con forza dall’indagine è la carenza di competenze interne: il 48% delle PMI manifatturiere dichiara di non avere personale adeguatamente formato per gestire le nuove tecnologie, un ostacolo che rallenta anche le imprese più propense all’innovazione.

Fonte: Industria Italiana, “Manifattura italiana: 486mila imprese investono in automazione e digitalizzazione”, 2026.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera lombarda, il messaggio è chiaro: l’investimento in automazione è già una scelta della maggioranza, non più un’opzione di nicchia. Chi aspetta si trova a competere con concorrenti più efficienti e veloci. La carenza di competenze interne non è un alibi ma un problema da risolvere: esistono programmi formativi finanziati, come quelli di Made 4.0, che permettono di colmare il gap senza dover assumere figure specializzate costose.

Conclusioni

La domanda non è più “se” investire in automazione, ma “quando” e “come”. L’imprenditore che avvia oggi una valutazione concreta dei processi automatizzabili e delle competenze necessarie ha almeno 12 mesi di vantaggio su chi rimanda ancora.

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Di Redazione Industria Lombarda News

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