Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 17 giugno 2026
In sintesi
Dati recenti rivelano che le imprese familiari che hanno effettuato un cambio generazionale al vertice nel periodo post-pandemico crescono in media del 10% in più rispetto a quelle che hanno rinviato la successione. La qualità del passaggio, non solo il momento, fa la differenza.
I fatti
Tra il 2021 e il 2025, la pandemia ha accelerato i processi di successione in molte aziende familiari italiane, in alcuni casi per necessità (il fondatore anziano impossibilitato a gestire la crisi) e in altri per scelta strategica. Oggi è possibile misurare gli effetti: le aziende che hanno completato un passaggio generazionale strutturato in quel periodo mostrano in media una crescita del fatturato superiore del 10% rispetto alle imprese comparabili che hanno mantenuto la leadership invariata.
Il dato, elaborato su un campione significativo di family business italiani, va interpretato con attenzione: non è il cambio di leadership in sé a generare crescita, ma la qualità del processo. Le successioni che hanno prodotto i risultati migliori condividono alcune caratteristiche: un periodo di affiancamento di almeno 12-18 mesi, l’introduzione di un CdA formale con almeno un membro indipendente esterno alla famiglia, e una revisione della strategia commerciale nel primo anno di guida del nuovo leader.
I settori in cui questo effetto è più marcato sono la meccanica, l’elettronica industriale e i componenti per automotive, tutti comparti in cui l’apertura a nuovi mercati e la capacità di investire in digitalizzazione rappresentano leve di crescita decisive. La nuova generazione, mediamente più scolarizzata e con esperienze internazionali, tende a essere più propensa a questi investimenti.
Un elemento critico emerso dall’analisi è il rischio opposto: le successioni forzate, avvenute senza preparazione adeguata, hanno prodotto in media una contrazione del fatturato del 7% nei primi due anni. Il passaggio mal gestito è quindi peggiore del non-passaggio nel breve termine, anche se nel lungo termine il rinvio della successione resta la scelta più rischiosa.
Fonte: Il Sole 24 Ore, “Cambiare paga, le nuove generazioni al vertice valgono il 10% in più di crescita”, 2026.
Cosa significa
Per un imprenditore manifatturiero lombardo che si trova nel mezzo di un passaggio generazionale, o che lo sta valutando, questo dato è incoraggiante ma chiaro: il processo conta quanto il risultato. Investire 12-18 mesi in un affiancamento strutturato non è tempo perso, è il motore della crescita futura. E la scelta di un consulente esperto in family governance non è un costo, è assicurazione sul futuro dell’azienda.
Conclusioni
Il ricambio generazionale ben pianificato non indebolisce l’azienda: la rilancia. Il 10% di crescita in più è un dato che parla da solo. La domanda è: quanto tempo si è disposti a investire nel pianificarlo bene?