Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 19 giugno 2026
In sintesi
Il costo dell’energia per le imprese italiane è strutturalmente tra i più alti d’Europa. Le strategie disponibili — autoproduzione, sistemi di storage e contratti PPA — sono accessibili anche alle PMI manifatturiere, ma richiedono una valutazione accurata del profilo di consumo aziendale.
I fatti
Secondo un’analisi di Bain & Company, le imprese manifatturiere italiane si trovano davanti a un problema strutturale: il costo di approvvigionamento energetico è tra i più elevati dell’Unione Europea, con un differenziale che per alcune categorie di utilizzo supera il 30-40% rispetto alla media europea. Per molte PMI, soprattutto quelle energivore, il tema non è congiunturale ma competitivo: un costo energetico strutturalmente più alto erode i margini rispetto ai competitor europei anche in anni di buona domanda.
Le tre strategie principali per affrontare il problema sono: l’autoproduzione tramite impianti fotovoltaici o cogenerazione, che consente di coprire una quota significativa del fabbisogno energetico interno; i sistemi di storage (batterie industriali), che ottimizzano l’autoconsumo evitando i picchi di prelievo dalla rete nelle fasce orarie più costose; e i contratti PPA (Power Purchase Agreement), accordi di lungo periodo con produttori di energia rinnovabile che garantiscono un prezzo fisso per anni, eliminando l’esposizione alla volatilità del mercato. Queste soluzioni, un tempo prerogativa delle grandi imprese, sono oggi accessibili anche a realtà da 50-200 dipendenti grazie alla riduzione dei costi tecnologici e all’evoluzione del mercato.
Fonte: Industria Italiana, “Energia, la fabbrica si gioca i margini su autoproduzione, storage e contratti evoluti. L’analisi di Bain & Company”, 2025.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera con consumi energetici superiori a 500.000 kWh/anno, una revisione della strategia energetica può generare risparmi significativi e duraturi. L’autoproduzione fotovoltaica, in particolare, offre un ritorno sull’investimento sempre più rapido anche senza incentivi.
Conclusioni
Il primo passo è un audit energetico che mappa i consumi per fascia oraria e processo. Da quella fotografia emergono le soluzioni più adatte al profilo specifico dell’azienda.
Redazione Industria Lombarda News