Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 23 giugno 2026
In sintesi
I dazi USA al 15% stanno ridisegnando i flussi commerciali del manifatturiero lombardo. Le PMI della regione hanno già subìto un calo dell’export verso gli Stati Uniti del 10,4% nel 2025. La previsione per il 2026 è di un’ulteriore contrazione del PIL lombardo dello 0,6%.
I fatti
Secondo i dati elaborati da Assolombarda e CNA Lombardia, le esportazioni lombarde verso gli Stati Uniti valgono circa 13,72 miliardi di euro (dato 2024), in calo del 3,5% rispetto al 2023. Ma il dato più preoccupante riguarda le PMI: nel 2025 l’export delle piccole e medie imprese lombarde verso gli USA è crollato del 10,4%.
Con i nuovi dazi fissati al 15%, lo scenario peggiora. Le previsioni indicano una contrazione del PIL lombardo dello 0,3% nel 2025, dello 0,6% nel 2026 e di un ulteriore 0,6% nel 2027, per un effetto cumulato significativo sull’economia regionale.
I settori più esposti sono la meccanica ed elettronica (32,4% dell’export lombardo verso gli USA nei primi nove mesi del 2024), seguiti da moda e agroalimentare. La crisi in Medio Oriente aggrava ulteriormente un quadro già complesso, comprimendo le rotte commerciali verso altri mercati chiave.
Il panorama è quello di un’industria che tiene a livello produttivo interno, ma che vede ridursi i margini di sbocco sui mercati più redditizi. L’export lombardo verso gli USA rappresenta l’8,7% del totale esportato dalla regione: una quota rilevante, difficile da sostituire in tempi brevi.
Fonte: Assolombarda, Analisi dazi USA – BresciaToday, CNA Lombardia, Ripartelitalia.it, 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera che esporta anche solo il 20-30% del fatturato negli USA, il calo del 10,4% non è una statistica: è liquidità che non entra. E quando i dazi aumentano il prezzo finale del prodotto del 15%, i clienti americani cominciano a cercare alternative locali o in mercati senza dazi.
La risposta più concreta — e quella che le aziende più strutturate stanno già adottando — è la diversificazione geografica: Germania, Francia, Polonia per il mercato europeo; India, Vietnam, Brasile per il Sud-Est asiatico e il Sud America. Non è una mossa rapida, ma è l’unica che costruisce protezione strutturale.
Conclusioni
I dazi USA non sono una crisi passeggera ma un cambio di scenario. L’imprenditore che non ha ancora avviato un piano di diversificazione dei mercati di export nel 2026 rischia di trovarsi con meno opzioni e meno tempo nel 2027.