Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 27 giugno 2026

In sintesi

Nel 2024 le PMI italiane hanno concluso 48 operazioni di M&A transfrontaliere, segnando una crescita del 40% rispetto al 2023. Il settore manifatturiero dei macchinari guida con 11 deal, confermando la centralità del made in Italy industriale nelle strategie di internazionalizzazione. Per le PMI lombarde, si apre una riflessione strategica: crescita organica o acquisizioni?

I fatti

I dati elaborati da Grant Thornton Italia mostrano che le piccole e medie imprese italiane stanno abbracciando con decisione le operazioni di M&A come leva di crescita internazionale. Nel 2024 sono state concluse 48 operazioni cross-border, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente — un record nel contesto post-pandemia. Il settore dei macchinari e dell’automazione industriale si conferma il più attivo con 11 deal, seguito da chimica e packaging. Le destinazioni preferite restano Europa centrale e orientale, Germania e mercati nordici, ma si registra un aumento delle operazioni verso il Sud-Est asiatico e il Nord America. La maggior parte delle operazioni riguarda acquisizioni di imprese medio-piccole già presenti nei mercati di sbocco: una strategia che permette di acquisire clienti, reti di distribuzione e know-how locale in modo più rapido rispetto alla crescita organica. Sul versante del supporto istituzionale, il Bonus Export Digitale Plus — gestito da Invitalia per il MAECI — continua a finanziare le micro-imprese manifatturiere nell’acquisizione di strumenti digitali per l’export, mentre i fondi ICE restano attivi per le PMI fino a 250 dipendenti.

Fonte: Industria Italiana / Grant Thornton, «M&A e internazionalizzazione: così crescono le PMI italiane», 2025.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera lombarda con fatturato tra 15 e 200 milioni, il dato sul M&A cross-border apre due scenari. Il primo: essere acquirente — cioè valutare se acquisire una realtà estera per entrare in un mercato in modo strutturato. Il secondo: essere acquisita o entrare in partnership con player internazionali più grandi. In entrambi i casi, avere una presenza digitale curata, un brand riconoscibile su LinkedIn e una comunicazione professionale fa la differenza nella fase di due diligence e nei negoziati preliminari. Le imprese «invisibili» digitalmente vengono valorizzate meno, anche se i fondamentali sono solidi.

Conclusioni

Il manifatturiero lombardo ha tutte le carte in regola per competere nei mercati internazionali. Ma per farlo al meglio — che sia tramite M&A, partnership o export diretto — occorre prima essere visibili e credibili dove i buyer internazionali cercano: su LinkedIn e nel web.

Redazione Industria Lombarda News

Avatar photo

Di Redazione Industria Lombarda News

News per gli imprenditori B2B

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *