Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 6 luglio 2026
In sintesi
Un’indagine nazionale su oltre 2.000 imprenditori rivela che più di un milione di PMI italiane dovrà gestire la continuità nei prossimi dieci anni. L’80% degli over 40 ha già affrontato il tema, ma oltre la metà non ha avviato azioni concrete. Il rischio di perdere know-how, clienti e valore aziendale è reale e misurabile.
I fatti
I dati più recenti sul passaggio generazionale nelle PMI italiane disegnano un quadro che richiede attenzione. Secondo le stime più aggiornate, quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale nei prossimi dieci anni — in termini assoluti, parliamo di oltre un milione di piccole e medie imprese che dovranno gestire simultaneamente quattro passaggi critici: continuità proprietaria, comando operativo, trasmissione delle competenze e ricapitalizzazione.
Un’indagine condotta su oltre 2.000 imprenditori mostra che più dell’80% degli over 40 ha già affrontato il tema della trasmissione dell’impresa, ma oltre la metà non ha ancora avviato azioni concrete. Gli ostacoli dichiarati sono prevalentemente di natura burocratica (46,2%), fiscale (44%) e legati al costo del lavoro e alla difficoltà di trovare personale qualificato da inserire in ruoli chiave durante la transizione.
Sul fronte degli strumenti, la riforma del 2025 ha semplificato significativamente il ricorso al patto di famiglia, estendendo la misura alle holding e alle immobiliari e rimuovendo molte delle incertezze fiscali che ne frenava l’utilizzo. I percorsi dedicati al passaggio generazionale oggi coprono non solo gli aspetti economici, fiscali e legali, ma anche le dimensioni relazionali e di governance: leadership, comunicazione intergenerazionale e convivenza tra generazioni in azienda.
Confindustria ha lanciato il programma “Generazioni 2026” attraverso i Giovani Imprenditori, con un ciclo di appuntamenti dedicato a imprenditori di seconda e terza generazione su aspetti pratici e relazionali della transizione. La Commissione Europea ha adottato una nuova Raccomandazione sul trasferimento delle PMI, richiedendo agli Stati membri misure più incisive per supportare la continuità aziendale.
Fonte: sbircialanotizia.it, “Passaggio generazionale, perché oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità”, aprile 2026; Confindustria, comunicato “Generazioni 2026”, 2026; BCC La Voce, “Ricambio generazionale, sfida decisiva per le imprese familiari”, aprile 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione di una manifatturiera lombarda, questo dato è uno specchio. La statistica che “l’80% sa ma non agisce” è probabilmente la descrizione più onesta della situazione di molte aziende della regione. Il rischio non è solo di perdere il controllo familiare: è di perdere i clienti storici, la rete di relazioni costruita in decenni e il know-how tecnico che risiede nelle persone — spesso la generazione uscente — e non nei sistemi aziendali.
Conclusioni
Il passaggio generazionale non è un evento, è un processo che dura anni. Iniziarlo con anticipo — almeno cinque anni prima della transizione effettiva — è l’unico modo per gestirlo senza traumi. Il primo passo è documentare ciò che la generazione uscente sa e che non è scritto da nessuna parte.
Redazione Industria Lombarda News