Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 6 luglio 2026
In sintesi
Il Piano Transizione 5.0, con una dotazione di 6,3 miliardi di euro, riconosce alle PMI aliquote dal 35% al 45% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro legati a risparmio energetico e digitalizzazione dei processi.
I fatti
Il Piano Transizione 5.0 resta nel 2026 lo strumento principale per finanziare la trasformazione digitale ed energetica delle imprese manifatturiere, con una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, fascia più rilevante per le PMI, le aliquote di credito d’imposta sono: 35% per riduzioni dei consumi energetici tra il 3 e il 6%, 40% per riduzioni tra il 6 e il 10%, 45% per riduzioni superiori al 10%. In parallelo, la Nuova Sabatini è stata rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con 300 milioni di euro, con un contributo in conto interessi del 2,75% annuo (3,575% per investimenti Industria 4.0) su finanziamenti fino a 4 milioni. È allo studio una misura unica che accorpi Transizione 4.0 e 5.0 nella prossima manovra. Fonte: MIMIT, Piano Transizione 5.0, e PMI.it, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera con 50-300 dipendenti, l’accesso a questi incentivi richiede una diagnosi energetica preliminare e una pianificazione degli investimenti che spesso manca nella gestione familiare tradizionale, più abituata a decisioni basate sull’esperienza che su dati strutturati. Il rischio concreto è lasciare sul tavolo credito d’imposta significativo per mancanza di tempo o competenze interne dedicate.
Conclusioni
Prima di fine anno vale la pena valutare con un consulente specializzato quali investimenti in efficientamento energetico o digitalizzazione dei processi produttivi rientrano nelle soglie di aliquota più vantaggiose del Piano Transizione 5.0.
Redazione Industria Lombarda News