Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 7 luglio 2026

In sintesi

L’export è il principale punto di forza dell’economia lombarda nel 2026: le vendite all’estero hanno raggiunto 167 miliardi di euro nel 2025, con una quota del 38,9% sul fatturato industriale totale. Tuttavia, dazi americani, euro forte e rallentamento della domanda globale rendono le prospettive più incerte per la seconda metà dell’anno.

I fatti

La Lombardia si conferma la prima regione esportatrice d’Italia, con un volume di export che nel 2025 ha toccato i 167 miliardi di euro, in crescita dopo il già forte rimbalzo del 2022 (+18,9%). Le previsioni per il 2026 indicano una crescita ulteriore, anche se più contenuta, condizionata da un quadro internazionale complesso.

Il PIL lombardo nel 2026 è atteso tra lo 0,4% e l’1,0%, a seconda delle stime (Assolombarda prevede +1,0% per la Lombardia allargata, mentre Milano accelera a +1,7% grazie all’effetto Olimpiadi con 2,5 miliardi di produzione aggiuntiva legata ai Giochi). Il dato è in rallentamento rispetto al 2025, ma ancora positivo nel contesto europeo.

Sul fronte dei rischi, Banca d’Italia segnala che sull’export pesano due fattori strutturali: la forza dell’euro, che riduce la competitività di prezzo sui mercati extra-UE, e l’incertezza sulle politiche tariffarie internazionali. I dazi americani, in particolare, rappresentano una variabile critica per i settori manifatturieri lombardi maggiormente esposti al mercato statunitense, come meccanica, moda e alimentare.

La quota di fatturato industriale realizzata all’estero resta alta (38,9%), segno che le imprese lombarde hanno strutturato nel tempo reti commerciali internazionali solide. Tuttavia, la concentrazione su pochi mercati di destinazione (Germania, Francia, USA, Cina) espone le PMI a rischi di volatilità elevati in caso di shock geopolitici o commerciali.

Fonte: Gazzetta della Lombardia, “Lombardia, nel 2026 cresce l’export ma rallenta il PIL”, giugno 2026; Assolombarda, Booklet Economia, luglio 2025.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera lombarda con vocazione export, il 2026 richiede una revisione della strategia commerciale internazionale. Diversificare i mercati di destinazione — esplorando, ad esempio, l’India, il Sud-Est asiatico o i paesi del Golfo — non è più un’opzione accessoria ma una priorità di gestione del rischio. La dipendenza da uno o due mercati principali, in un contesto di dazi e svalutazioni competitive, può trasformarsi rapidamente in una vulnerabilità strutturale.

Conclusioni

L’export lombardo regge, ma la diversificazione geografica non è più rinviabile. Le imprese che investiranno oggi nella costruzione di nuove reti commerciali internazionali saranno quelle più protette dal prossimo ciclo di turbolenza globale.

— Redazione Industria Lombarda News

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