Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 23 luglio 2026
In sintesi
L’energia rimane uno dei fattori di rischio più rilevanti per le PMI manifatturiere lombarde nel 2026. Le tensioni geopolitiche mantengono alta la volatilità dei prezzi, mentre le opzioni per contenere i costi si moltiplicano: fotovoltaico, sistemi di accumulo e contratti di lungo periodo con produttori di energia rinnovabile (PPA) sono sempre più accessibili anche per aziende di medie dimensioni.
I fatti
Il 2026 si apre con prezzi delle materie prime energetiche ancora sotto pressione. Le PMI manifatturiere segnalano l’aumento dei costi dell’energia tra le principali preoccupazioni per la tenuta dei margini. L’Arera ha definito misure di riduzione delle tariffe per il trasporto e la distribuzione del gas naturale per le aziende con consumi superiori a 80.000 smc/anno, ma la misura riguarda solo una parte del tessuto produttivo lombardo.
Sul fronte delle soluzioni, l’analisi di Bain & Company sul settore manifatturiero italiano identifica tre leve principali per le aziende che vogliono ridurre strutturalmente i costi energetici: autoproduzione tramite impianti fotovoltaici (con incentivi a fondo perduto fino all’80% delle spese per installazioni qualificate), sistemi di storage per ottimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta, e contratti PPA (Power Purchase Agreement) con produttori di energia rinnovabile, che garantiscono prezzi fissi per 10-15 anni e azzerano la volatilità.
Dal lato degli incentivi, restano attivi il Conto Termico, il sistema dei Certificati Bianchi e le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica. Il quadro normativo europeo prevede però un progressivo ridimensionamento dei meccanismi di supporto: entro il 2030 resterà attivo solo il 25% degli attuali strumenti. Chi vuole accedere alle agevolazioni più vantaggiose deve farlo entro i prossimi 24-36 mesi.
Fonte: Industria Italiana, “Energia, la fabbrica si gioca i margini su autoproduzione, storage e contratti evoluti. L’analisi di Bain & Company”, 2026; Il Sole 24 Ore, “Costi energetici, dal decreto 21/2026 nuove tutele”, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera con 50-300 dipendenti, il costo dell’energia non è più una voce gestibile solo attraverso la negoziazione con il fornitore. La vera leva è strutturale: autoprodurre una quota significativa del fabbisogno energetico trasforma una voce di costo variabile in un investimento a ritorno garantito, migliorando al tempo stesso la prevedibilità del conto economico e il profilo ESG dell’azienda.
Conclusioni
Il momento per avviare una valutazione tecnica ed economica su fotovoltaico e storage è adesso, prima che la riduzione degli incentivi renda i tempi di ritorno meno favorevoli: un’analisi di fattibilità richiede poche settimane e può portare a un risparmio strutturale significativo già dal primo anno di operatività.
Redazione Industria Lombarda News