Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 25 luglio 2026
In sintesi
La manifattura lombarda chiude il primo semestre 2026 con segnali positivi ma non privi di ombre. La produzione industriale è cresciuta dello 0,5% nel primo trimestre rispetto al precedente, il fatturato ha guadagnato lo 0,6% e gli ordini interni sono saliti dell’1,3%. Il vero problema è sui costi: le materie prime sono aumentate del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato.
I fatti
I dati di Unioncamere Lombardia relativi al primo trimestre 2026 confermano una tenuta del sistema manifatturiero regionale, in un contesto internazionale ancora incerto. La produzione industriale segna un incremento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre il fatturato cresce dello 0,6%. Sul fronte degli ordini, la domanda interna si mostra più vivace (+1,3%), mentre quella estera è sostanzialmente stabile con un incremento dello 0,3%.
Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo ai costi di produzione. I prezzi delle materie prime hanno registrato un’accelerazione significativa: +3,7% nell’industria manifatturiera e +6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente, incrementi che non si vedevano dall’inizio del 2023. Questo fenomeno sta erodendo i margini operativi, in particolare nelle aziende di dimensione media che non riescono a trasferire interamente gli aumenti sui prezzi di vendita.
Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha riconosciuto che il 2026 si sta rivelando un anno complesso, con risultati che mostrano una decelerazione nonostante la crescita rimanga positiva. Le variabili geopolitiche, l’instabilità dei mercati energetici e le incertezze sul fronte degli scambi internazionali pesano sulle aspettative degli imprenditori per la seconda metà dell’anno.
Fonte: Il Sole 24 Ore, “Milano produttiva, il sistema tiene anche nel primo semestre 2026”, luglio 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, i segnali di questa fotografia sono chiari: il mercato interno si sta riprendendo, ma la pressione sui costi è reale e non temporanea. Chi non ha ancora rivisto la propria struttura di pricing rischia di vedere comprimersi i margini in modo strutturale. Al tempo stesso, la tenuta degli ordini interni suggerisce che la domanda c’è: il problema è catturarla in modo sistematico, senza dipendere solo dalla reputazione storica dell’azienda o dai contatti personali.
Conclusioni
La manifattura lombarda tiene, ma non può permettersi di restare ferma. Rivedere la struttura dei costi e rafforzare la capacità di generare ordini in modo proattivo sono le due priorità operative di questo secondo semestre.
Redazione Industria Lombarda News