Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 1 agosto 2026
In sintesi
Secondo l’analisi di Helexia pubblicata da Industria Italiana, il 2026 è un anno in cui prezzi dell’energia, dinamiche geopolitiche e normative europee si intrecciano in modo inedito, rendendo la gestione dei costi energetici una priorità strategica per qualsiasi impresa manifatturiera. Il Confindustria ha confermato in dicembre 2025 che l’elettricità è ancora cara, con un impatto diretto sulla competitività delle PMI italiane rispetto ai concorrenti europei e globali.
I fatti
Le aziende manifatturiere italiane affrontano tre ostacoli strutturali sul fronte energetico: costi dell’elettricità e del gas significativamente più alti rispetto alla media UE e agli USA, una tassazione sulla CO₂ in crescita accelerata e un quadro normativo europeo più rigido rispetto a quello dei principali concorrenti globali. La combinazione di questi fattori comprime i margini, soprattutto per le produzioni energy-intensive come la siderurgia, la ceramica, la chimica e la lavorazione dei metalli.
Sul fronte degli incentivi, la Transizione 5.0 ha introdotto la possibilità di accedere all’iperammortamento (fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro) vincolando il beneficio fiscale a un miglioramento dimostrabile dell’efficienza energetica del processo produttivo. Un approccio che accoppia digitalizzazione e sostenibilità, ma che richiede perizie tecniche e documentazione dettagliata, creando un ostacolo pratico per molte PMI.
A livello territoriale, un accordo recente tra A2A e CNA Brescia ha puntato proprio su questo: offrire alle PMI bresciane percorsi semplificati per la diagnosi energetica e l’accesso agli incentivi disponibili, riducendo la complessità burocratica che scoraggia l’investimento. Modelli simili si stanno diffondendo in altre province lombarde.
L’ETS europeo (Emission Trading System) è stato rivisto a luglio 2026: secondo Orsini di Confindustria, si tratta di una «revisione marginale» che «condanna l’industria europea» senza creare condizioni di parità con i concorrenti extra-UE. Il carbon border adjustment mechanism (CBAM) è in piena fase di implementazione, con impatti diretti su chi importa o esporta materiali soggetti alla carbon tax.
Fonte: Industria Italiana, “Energia 2026: prezzi, norme e geopolitica ridisegnano le decisioni delle aziende – analisi Helexia”, 2026; Confindustria, “Congiuntura Flash dicembre 2025”, dicembre 2025.
Cosa significa
Per un imprenditore manifatturiero lombardo, la gestione energetica non è più una voce di costo da delegare al responsabile tecnico: è una leva competitiva. Chi ha già investito in efficienza energetica (fotovoltaico, sistemi di recupero calore, monitoraggio consumi) si trova oggi in una posizione di vantaggio strutturale rispetto ai concorrenti che hanno rimandato. Chi non lo ha fatto ha ancora accesso a incentivi significativi, ma la finestra si sta chiudendo: la Transizione 5.0 vale fino al settembre 2028, ma le procedure richiedono mesi di preparazione.
Conclusioni
Il costo dell’energia è un problema strutturale che non si risolve aspettando prezzi più bassi: si affronta riducendo i consumi e sfruttando gli incentivi disponibili. La diagnosi energetica è il primo passo — e in molti casi è accessibile a costo zero attraverso i programmi territoriali di supporto alle PMI.
— Redazione Industria Lombarda News