Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 11 luglio 2026
In sintesi
L’Italia ha chiuso il 2025 con un record storico di export a 643 miliardi di euro, quarto paese esportatore al mondo. Il 1° luglio 2026 la XIV Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione ha adottato il nuovo Piano 2026, con nuove linee strategiche e strumenti di supporto per le PMI che vogliono crescere sui mercati esteri.
I fatti
Nel 2025 l’export italiano ha toccato la cifra record di 643 miliardi di euro, con una crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente. L’Italia si è confermata quarto paese esportatore a livello mondiale. Di queste esportazioni, circa 280 miliardi di euro sono generati dalle PMI: in Italia operano 120.000 imprese esportatrici, di cui oltre 118.000 sono piccole e medie imprese, pari al 98% del totale delle aziende attive sui mercati internazionali.
Il 1° luglio 2026 si è riunita la XIV sessione della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, che ha adottato formalmente il Piano di Internazionalizzazione 2026. Il documento ridefinisce le priorità strategiche per i prossimi anni: diversificazione dei mercati di destinazione con particolare attenzione all’Indo-Pacifico, Africa subsahariana, America Latina, Golfo Persico e Nord America; potenziamento dell’export di prodotti ad alto valore aggiunto; attrazione di investimenti qualificati; sicurezza economica nazionale.
Il principale strumento operativo per le PMI resta il Fondo 394, gestito da SIMEST (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), che eroga finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per l’apertura di nuovi mercati. Parallelamente, il Piano prevede il rafforzamento della rete di supporto per le imprese «ad alto valore», con nuovi servizi personalizzati.
Restano tuttavia le difficoltà strutturali: l’instabilità geopolitica, le tensioni commerciali, la transizione energetica e la trasformazione tecnologica rendono più complessa la competizione internazionale, soprattutto per le micro e piccole imprese con risorse limitate.
Fonte: MIMIT, «XIV Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione — Documento Conclusivo», 1 luglio 2026; Confartigianato Imprese, «Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese», luglio 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda, il Piano 2026 rappresenta una finestra concreta di accesso a risorse pubbliche per l’export. Il Fondo 394 di SIMEST, in particolare, è strumento accessibile anche per aziende con fatturati da 15 a 50 milioni, con condizioni agevolate che abbattono significativamente il costo del capitale necessario per aprire nuovi mercati.
La diversificazione geografica non è più un’opzione: le aziende che dipendono da uno o due mercati esteri rischiano una concentrazione che, in uno scenario geopolitico instabile come quello attuale, può diventare rapidamente un punto di vulnerabilità critico.
Conclusioni
Il 2026 è un anno di opportunità per le PMI lombarde che vogliono crescere all’estero: gli strumenti pubblici ci sono, i mercati emergenti sono aperti. Il primo passo è verificare l’accesso al Fondo 394 SIMEST e mappare i mercati più adatti al proprio prodotto.
Redazione Industria Lombarda News