Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 10 giugno 2026
In sintesi
Secondo i dati dell’Osservatorio PMI, oltre un milione di piccole e medie imprese italiane si trova oggi in una fase critica di passaggio generazionale, senza un piano strutturato. Solo il 30% delle imprese familiari sopravvive alla prima generazione e appena il 13% raggiunge la terza. Nei prossimi vent’anni transiteranno circa 400 miliardi di patrimonio imprenditoriale.
I fatti
L’Italia ha circa 800.000 imprese a conduzione familiare, che rappresentano oltre il 70% del tessuto produttivo delle PMI. Nei prossimi anni, una quota significativa di queste — stimata in oltre un milione considerando anche le micro-imprese — affronterà la questione della successione, spesso senza un piano definito. I dati sono eloquenti: solo il 30% delle imprese familiari supera il passaggio dal fondatore al successore, e appena il 13% giunge con successo alla terza generazione. Tra i CEO di seconda o terza generazione, il tema è spesso rinviato: secondo una ricerca recente, più dell’80% degli over 40 ha già riflettuto sulla trasmissione dell’azienda, ma oltre la metà non ha ancora avviato azioni concrete. I nodi principali sono tre: la scelta del successore tra familiari e management esterno, la struttura fiscale dell’operazione, e la gestione del cambiamento culturale all’interno dell’organizzazione. La successione familiare diretta resta il canale con il tasso di successo più alto (63,7%), mentre la vendita a terzi o a dipendenti resta complicata da fattori come la valutazione d’impresa, l’accesso al credito degli acquirenti e la negoziazione degli accordi. Fonte: Sbircialanotizia.it, “Passaggio generazionale, perché oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità”, 26 aprile 2026; Giornale Partite IVA, “Passaggio generazionale nelle PMI: sfida e opportunità”, marzo 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, il messaggio di questi dati è diretto: rimandare la pianificazione successoria non neutralizza il problema, lo aggrava. Avviare un percorso strutturato — anche solo di valutazione degli strumenti disponibili — richiede anni, non mesi, e la qualità del passaggio dipende in larga misura dall’anticipo con cui si inizia a lavorarci.
Conclusioni
Il passaggio generazionale non è un evento, ma un processo: le aziende che lo gestiscono con continuità e con il supporto di consulenti specializzati mostrano tassi di sopravvivenza e crescita nettamente superiori. Iniziare oggi, anche solo con una mappatura della situazione, è il primo passo concreto. Redazione Industria Lombarda News