Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 28 giugno 2026
In sintesi
Assolombarda segnala aspettative di crescita più favorevoli per il manifatturiero lombardo nel 2026, con prestiti bancari in ripresa e inflazione moderata. Tuttavia, la volatilità delle materie prime e il costo ancora molto elevato dell’energia indicano che l’incertezza strutturale non è superata.
I fatti
L’ultimo Booklet Economia di Assolombarda — che monitora le condizioni macroeconomiche e il sentiment delle imprese associate — evidenzia luci e ombre per il manifatturiero lombardo. Da un lato, le aspettative di crescita del PIL regionale si attestano attorno all’1,0% per il 2026, con una ripresa dei prestiti bancari a favore delle imprese e un’inflazione tornata su livelli più gestibili rispetto ai picchi del 2022-2023. Dall’altro, permangono elementi di criticità rilevanti: i prezzi delle materie prime — in particolare quelle energetiche — restano su livelli elevati e con forte volatilità.
Il confronto europeo è impietoso: le imprese italiane pagano l’elettricità mediamente l’87% in più rispetto alle omologhe francesi, un gap che incide direttamente sui margini, soprattutto nelle produzioni energy-intensive come la lavorazione dei metalli, la ceramica, la chimica e la plastica. Per molte PMI lombarde, il costo energetico rappresenta ormai la seconda voce di spesa dopo il personale.
Sul fronte creditizio, i segnali sono incoraggianti: le banche sembrano più disposte a sostenere gli investimenti delle imprese, anche grazie alle misure governative di garanzia del credito e agli incentivi collegati alla Transizione 5.0. Resta però il nodo della pianificazione: molti imprenditori segnalano difficoltà a programmare investimenti in un quadro normativo che cambia con frequenza.
Fonte: Assolombarda, Booklet Economia – Sentiment e Materie prime, giugno 2026.
Cosa significa
Per le PMI manifatturiere lombarde, il 2026 richiede una doppia strategia: da un lato, lavorare sull’efficienza energetica e sulla riduzione dei consumi (anche sfruttando gli incentivi disponibili); dall’altro, non rimandare le decisioni di investimento in tecnologia e digitalizzazione, che sono proprio le leve che consentono di abbassare i costi operativi nel medio termine.
Conclusioni
Il manifatturiero lombardo ha le carte in regola per crescere nel 2026, ma le variabili esterne — energia e materie prime in testa — impongono un monitoraggio costante. Chi pianifica con dati aggiornati è già avanti rispetto a chi decide ancora a istinto.
Redazione Industria Lombarda News