Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 17 luglio 2026

In sintesi

Il decreto-legge 21/2026 ha introdotto misure urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per le imprese italiane, con 431 milioni di euro di contributi sulle bollette e sconti significativi per le aziende energivore. Le PMI manifatturiere lombarde, fortemente esposte all’andamento dei prezzi energetici, possono accedere a diversi strumenti di sostegno, alcuni dei quali richiedono una verifica urgente dei requisiti.

I fatti

Il decreto-legge 21/2026, approvato dal Governo con misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia, interviene su più fronti per alleggerire il peso delle bollette sulle imprese manifatturiere italiane. I pilastri del provvedimento includono: contributi sulla bolletta elettrica, promozione dei contratti PPA (Power Purchase Agreement), sostegno agli impianti da fonti energetiche rinnovabili e tutela dei settori industriali ad alta intensità energetica.

Per tutte le imprese, il decreto prevede un contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni di euro, corrispondente a uno sconto di 3,4 euro per MWh. Un secondo livello di contributo da 850 milioni (6,8 euro/MWh) è destinato alle imprese con consumi più elevati. Si tratta di importi che, su base annua, possono tradursi in risparmi concreti per le aziende manifatturiere lombarde, soprattutto quelle con impianti energivori.

Le aziende che consumano almeno 1 GWh/anno possono accedere per il 2026 allo status di “impresa a forte consumo di energia elettrica” (energivore), con riduzioni sugli oneri di sistema ASOS fino all’85%. Per le aziende manifatturiere a forte consumo elettrico, i risparmi possono andare da 10.000 a oltre 100.000 euro all’anno.

Sul fronte degli incentivi per l’efficienza energetica, il Governo ha approvato le linee guida del nuovo superammortamento e iperammortamento 2026: le imprese potranno beneficiare di una maggiorazione fino al 180% per i beni 4.0 e del 220% per gli investimenti che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica. Esiste inoltre la misura “Energia per la Competitività Internazionale”, che prevede finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per le PMI che hanno subito incrementi significativi dei costi energetici.

Fonte: Camera dei Deputati, “D.L. 21/2026 – Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia, per la competitività delle imprese e la decarbonizzazione delle industrie”; Schneider Electric Blog, “Decreto elettrivori 2026: agevolazioni e contributi per le imprese energivore”, marzo 2026; NotiziarioFinanziario.com, “Caro energia imprese 2026: aiuti e incentivi a fondo perduto fino al 30%”.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, l’energia rappresenta spesso una delle principali voci di costo fisso. Il decreto 21/2026 non elimina il problema strutturale del caro energia, ma offre strumenti concreti per ridurre l’impatto a breve termine. La chiave è intercettare questi strumenti tempestivamente: le domande per lo status di “energivore” hanno scadenze precise, e i contributi a fondo perduto per l’efficienza energetica si esauriscono per ordine di arrivo delle domande.

Conclusioni

Il primo passo è fare un’analisi dei consumi energetici degli ultimi 12 mesi per verificare se si raggiunge la soglia di 1 GWh/anno per accedere alle agevolazioni energivore. Poi, verificare con il proprio consulente fiscale o energetico le opportunità di cumulare più misure: contributi in bolletta, agevolazioni ASOS e incentivi per l’efficienza energetica possono spesso essere combinati.

Redazione Industria Lombarda News

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