Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 21 luglio 2026

In sintesi

Dal 1° luglio 2026 il prezzo di riferimento dell’energia elettrica è salito a 31,63 cent/kWh, con un incremento del 4,6% rispetto al trimestre precedente. Per le imprese manifatturiere esistono però strumenti concreti per ridurre la dipendenza dalla rete: combinando gli incentivi disponibili, una PMI può coprire tra il 50% e l’80% del costo di un impianto fotovoltaico industriale.

I fatti

L’aggiornamento tariffario del 1° luglio 2026 ha confermato una tendenza al rialzo dei costi energetici per le imprese. Il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili è salito a 31,63 cent/kWh, con un incremento del 4,6% rispetto al trimestre precedente. Per le aziende manifatturiere, spesso energivore, si tratta di un aumento che impatta direttamente sui costi di produzione.

Il quadro degli incentivi disponibili nel 2026 è però articolato e offre possibilità concrete di intervento. L’iperammortamento 2026, introdotto dalla Legge di Bilancio in sostituzione di Transizione 5.0, è operativo fino al 30 settembre 2028 e consente alle imprese di dedurre fiscalmente una percentuale maggiorata del costo degli impianti, inclusi quelli per l’efficienza energetica. Il meccanismo si applica agli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione digitale o al miglioramento dell’efficienza energetica.

Per il fotovoltaico industriale, combinando gli strumenti incentivanti disponibili — tra cui il Conto Termico 3.0, i bandi FESR regionali e la Nuova Sabatini — una PMI può arrivare a coprire tra il 50% e l’80% del costo totale dell’impianto. Il Conto Termico 3.0 in particolare garantisce un contributo del 65% sugli interventi di efficientamento degli edifici aziendali, inclusi gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Esiste anche la possibilità di aderire a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che consentono di ottenere un contributo a fondo perduto fino al 40% del costo dell’impianto fotovoltaico, rivolto soprattutto ad aziende nei comuni sotto i 50.000 abitanti — una dimensione tipica di molti distretti industriali lombardi.

Fonte: Attiva Impresa, “Decreto Energia 2026: incentivi alle imprese”, 2026; Elianto Solar Solutions, “Fotovoltaico PMI 2026: incentivi fino all’80%”, luglio 2026; rinnovabili.it, “Manovra 2026, le misure su energia e ambiente in bilancio”, 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B con consumi energetici significativi, il costo dell’energia non è più una voce fissa da subire: è una variabile su cui intervenire. Un impianto fotovoltaico industriale copre una quota rilevante del fabbisogno energetico e, con gli incentivi attuali, ha tempi di ritorno sull’investimento molto più rapidi rispetto a cinque anni fa. Il momento per valutare è ora, prima che i bandi si chiudano.

Conclusioni

Attendere non conviene: i prezzi dell’energia salgono e gli incentivi hanno scadenze. Chiedere a un energy manager o a un consulente specializzato una valutazione del proprio fabbisogno e delle misure applicabili è il primo passo per trasformare un costo crescente in un investimento produttivo.

Redazione Industria Lombarda News

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