Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 30 luglio 2026
In sintesi
I costi energetici rimangono una delle principali variabili di rischio per le imprese manifatturiere nel 2026, dopo i picchi degli anni precedenti. Autoproduzione da fonti rinnovabili, contratti a lungo termine (PPA) e sistemi di storage stanno diventando le risposte strategiche più adottate. Le normative europee impongono inoltre un aumento progressivo della quota di rinnovabili nei consumi industriali.
I fatti
Secondo un’analisi di Bain & Company sul settore manifatturiero italiano, le imprese che si affidano esclusivamente al mercato libero dell’energia senza una strategia strutturata di approvvigionamento sono esposte a una volatilità che può erodere fino a 3-4 punti percentuali di margine operativo. Le opzioni più efficaci individuate sono tre: autoproduzione tramite impianti fotovoltaici e cogenerazione, contratti PPA (Power Purchase Agreement) con produttori di energia rinnovabile, e sistemi di storage per ottimizzare i consumi nei picchi tariffari.
Sul piano normativo, le direttive europee in vigore dal 2026 prevedono che la quota di fonti rinnovabili nel consumo energetico industriale debba aumentare di almeno 1,6 punti percentuali all’anno fino al 2030. Non si tratta di obiettivi volontari: le aziende che non adeguano la propria struttura energetica rischiano di perdere accesso a incentivi e appalti pubblici. Parallelamente, le ESCo (Energy Service Companies) offrono contratti EPC (Energy Performance Contract) che consentono di finanziare interventi di efficienza con i risparmi futuri, senza esborso iniziale da parte dell’impresa.
In Lombardia, i settori più esposti sono la meccanica pesante, la chimica e la plastica, dove l’energia incide mediamente tra il 10% e il 20% dei costi di produzione. Confindustria ha presentato in aprile 2026 una memoria al Governo per chiedere misure di contenimento e semplificazione delle procedure di accesso agli incentivi, sottolineando che la complessità burocratica rappresenta un freno significativo all’adozione di soluzioni di efficienza energetica.
Fonte: Industria Italiana, “Energia, la fabbrica si gioca i margini su autoproduzione, storage e contratti evoluti. L’analisi di Bain & Company”; Confindustria, memoria al Governo, aprile 2026.
Cosa significa
Per un’impresa manifatturiera lombarda, la gestione dell’energia non è più solo una questione di costi operativi: è una variabile strategica che impatta la competitività di lungo periodo. Le aziende che non hanno ancora condotto un audit energetico strutturato stanno rinunciando a risparmi quantificabili. Con Transizione 5.0, gli investimenti in efficienza energetica sono anche agevolabili fiscalmente: vale la pena valutare i due temi in modo integrato.
Conclusioni
Chi aspetta condizioni di mercato più favorevoli per occuparsi dell’energia rischia di non arrivare mai. Il momento per avviare un piano di efficienza energetica è quando i margini sono ancora accettabili, non quando sono già stati erosi.
Redazione Industria Lombarda News